HomeEditorialiPippo Baudo, un grande siciliano che ha esaltato anche Taormina

Pippo Baudo, un grande siciliano che ha esaltato anche Taormina

L’ultimo grande moschettiere della tv è tornato alla Casa del Padre. La scomparsa di Pippo Baudo fa scendere il sipario sulla parabola terrena di un uomo di successo che è stato anche e soprattutto un siciliano che ce l’ha fatta. Un siciliano che ha dato lustro alla sua terra.

Conduttore di successo ma anche autore apprezzato e scopritore di talenti, Pippo Baudo è partito da giovane per inseguire il suo sogno e ha lottato e sconfitto il pregiudizio di epoche in cui essere siciliani spesso diventava una zavorra e anche nel mondo dello spettacolo chi era originario della nostra terra pagava il duro prezzo di essere bollato come un conterraneo dei “mafiosi”. A testa alta e con grande caparbietà, Baudo non si è piegato a quello stereotipo e non si è fatto tarpare le ali. L’amore per la Sicilia ed il legame mai smarrito né rinnegato con le sue origini è stato il motore di un percorso straordinario. Un filo conduttore costante e un sentimento intenso che ha accompagnato Baudo per tutta la vita.

Ha esordito nei primi Anni Sessanta e da quel momento non si è più fermato. Un passo alla volta si è ritagliato spazi di rilievo e si è consacrato come uno dei volti principali della Rai, sino a diventarne un simbolo. Un presentatore amato da milioni di italiani, ribattezzato dal pubblico “Superpippo”. Un mattatore assoluto della televisione, al centro anche di una rivalità speciale con un altro big, Mike Bongiorno. Un dualismo che in realtà era l’altra faccia di un rispetto che non è mai mancato tra i due. Baudo ha legato la sua storia artistica alla Rai, come Bongiorno ha fatto con Fininvest, dove proprio Baudo ha vissuto una breve parentesi senza troppa fortuna.

Baudo ha inanellato nella tv di Stato una serie impressionante di programmi di successo, da Settevoci e Canzonissima, Domenica in, Fantastico, Serata d’onore, Luna Park, Novecento ma soprattutto il Festival di Sanremo. Nella Città dei fiori Baudo ha condotto il festival per 13 volte, tra il 1968 e il 2008, ed è stato anche direttore artistico in sette delle tredici edizioni condotte. Numeri che la dicono lunga e tuttavia non bastano a far capire sino in fondo lo spessore di Pippo Baudo.

Nei suoi programmi ha lanciato o rilanciato personalità musicali come Milva, Mietta, Anna Oxa e Giuni Russo e ha tenuto a battesimo le carriere di personaggi come Lorella Cuccarini, Heather Parisi, Eros Ramazzotti, Andrea Bocelli, Giorgia, Laura Pausini, Fabrizio Moro, Beppe Grillo, Barbara D’Urso, Fiorello, Elio e le Storie Tese e tanti altri.

Negli Anni Ottanta e Novanta, Pippo Baudo ha rappresentato un’icona per gli italiani, quasi un rito collettivo, i suoi programmi erano imperdibili. In quel periodo ha avuto il merito di ambientare molto spesso nella sua Sicilia spettacoli tramessi sugli schermi Rai. Lo ha fatto, in particolare, a Taormina, con le serate indimenticabili che ha presentato al Teatro Antico ma anche in piazza IX Aprile, dove si era inventato “Moda sotto le stelle”. Eventi memorabili, trasmessi in prima serata, in diretta, sulla Rai, come nessun altro è riuscito a fare dopo di lui, e con ascolti importanti.

Chi potrà raccogliere l’eredità di Pippo Baudo? Nessuno. Perché Baudo rimarrà un capitolo a parte, un uomo d’altri tempi, con una eccezionale caratura professionale e un alto spessore umano che non si ritrova nei volti della tv attuale. Gente come Pippo Baudo e Mike Bongiorno non può che essere considerata e collocata sul piano inarrivabile dei fuoriclasse di cui va tramandata la storia e sarà importante testimoniare alle giovani generazioni cosa sono riusciti a fare, cosa hanno rappresentato per la gente e come sono diventati dei giganti veri della tv. Immensi, per sempre.

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