L’adesione di Sonia Alfano a Controcorrente ed il patto con Ismaele La Vardera diventano un “indizio” sullo scenario politico che potrebbe delinearsi da qui ai prossimi mesi in Sicilia nella lunga corsa alle elezioni Regionali. Ormai tramontata l’ipotesi del voto anticipato, l’orizzonte è quello del 2027 e resta soltanto da capire se si andrà alle urne in primavera oppure poi, a scadenza naturale di mandato, dopo l’estate. Molto, anzi tutto, dipenderà dagli incastri politici romani e da quelle che saranno le determinazioni sulle elezioni Politiche, nell’ottica del possibile o probabile bis dell’election day andato in scena nel 2022.
L’ingresso della figlia di Beppe Alfano con La Vardera potrebbe rafforzare in via definitiva la volontà, già dichiarata, dell’ex iena di correre per la presidenza della Regione. A febbraio era arrivato l’annuncio ufficiale di La Vardera, poi erano cominciati i tentativi da parte degli alleati (o potenziali tali) del centrosinistra di “ammorbidire” questa candidatura e ricondurla alla più mite aspettativa di un ruolo di rilievo ma senza arroccarsi sull’obiettivo della Presidenza.
E adesso Sonia Alfano come si è presentata al “battesimo” del suo ingresso in Controcorrente? Con un messaggio al suo leader: “Ad Ismaele La Vardera ho già evidenziato che oggi nessuno in Sicilia è in grado di portare alle urne un solo siciliano in più di quanto invece è in grado di fare Ismaele La Vardera. Ecco perché il nostro leader non deve fare un passo indietro”.
Alfano vuole, insomma, blindare la candidatura di La Vardera e lo spinge ad andare fino in fondo. Le parole dell’ex esponente di Azione forse o certamente avrebbero avuto un senso alquanto sfumato e non troppo impattante in altri contesti politici, e tuttavia Alfano potrebbe avere tutto un altro peso dentro Controcorrente, dove sembra potersi ribaltare la sua prospettiva politica e pare aver trovato la sua collocazione giusta.
Sonia Alfano sbarca con “licenza” di recitare un ruolo di rilievo alle spalle di La Vardera ed è una presenza da non sottovalutare. I due si conoscono già da tempo e La Vardera ha voluto Alfano per affidarle un ruolo di primo piano nella costruzione del partito, con l’idea di darle margini di manovra e farla diventare sin da subito una figura riferimento per il fondatore stesso ed esponente di punta del movimento.
La rotta tracciata da Alfano sembra quella di puntellare la candidatura di La Vardera, senza concedere troppi margini all’ipotesi di un ripensamento in corsa o di un passo indietro sulla candidatura alla Presidenza in favore di altri candidati. Questo scenario, se confermato, costringerebbe PD e M5S ad inseguire l’ex iena e a ragionare sul da farsi. Alla fine della fiera il bivio può diventare una via stretta.
La scelta per i democratici e per i pentastellati, a quel punto, potrebbe essere quella di convincersi a puntare sull’appoggio a La Vardera e convergere su di lui con un sostegno unitario, oppure andare per la propria strada, scegliere un altro candidato come auspica Cateno De Luca, che punta su se stesso o in estrema ipotesi su altro “cavallo di Troia” ma ha già bocciato la nomination di La Vardera. Il rischio a sinistra è quello di dividersi e di spianare ancora una volta la strada al centrodestra.


