HomePoliticaPanico a Taormina: Scateno vuole Palazzo dei Giurati

Panico a Taormina: Scateno vuole Palazzo dei Giurati

TAORMINA – Eccolo il colpo di teatro che cambia la trama della campagna elettorale a Taormina. Nella stessa giornata della cocente delusione per la mancata conquista della presidenza della Regione Siciliana, Cateno De Luca si lascia alle spalle nel giro di poche ore l’obiettivo mancato. Lo fa a modo suo e senza troppi rimpianti, lanciando immediatamente in orbita la sua nuova sfida.

A Messina c’è già un nuovo sindaco, è Federico Basile e lo ha fatto eleggere De Luca, consegnandogli il 12 giugno scorso la fascia che aveva conquistato nel 2018. Alla Regione sta per insediarsi il nuovo inquilino Renato Schifani. E allora De Luca poteva accontentarsi di sonnecchiare ai box in attesa di una lontana tornata elettorale tra chissà quanto tempo? Certo che no. De Luca non perde tempo e si dichiara ufficialmente pronto a scendere in campo per la candidatura a sindaco.

De Luca candidato sindaco a Taormina. Lo avevamo anticipato in tempi non sospetti e molto lontani, quando qualche asino basculante da queste parti ci sorrideva e la bollava quasi come una minchiata buttata lì nella mischia. Ma il problema è che a Taormina si vive ormai da troppi anni di minchiate – per dirla alla De Luca – e allora irrompe De Luca, che promette o minaccia – a seconda dei casi – di affondare la lama nel burro della pochezza di una classe politica locale che aveva pensato alla solita contesa in salsa paesana e ora vede le streghe, con il guastafeste che può portare una scoppola senza precedenti.

De Luca vuole Taormina, che non a caso a queste elezioni del 25 settembre ha preparato il terreno al fustigatore di Fiumedinisi votandolo in massa con un (prevedibile) pienone di consensi sia alle Politiche che alle Regionali.

Il 26 settembre doveva essere il giorno del trionfo di De Luca alle Regionali: diventa invece la notte dell’assalto a Taormina. Sotto il cielo della Perla dello Ionio si materializza la scossa di terremoto che in tanti sussurravano ma che sin qui sembrava una suggestione e niente di più.

De Luca sparge agitazione, scuote la notte della politica taorminese, da tempo immemore aggrovigliata nell’inestricabile matassa di una trama da fessi di paese, fatta di piccoli antagonismi e puerili antipatie che travalicano la dimensione del dialogo e camminano sul piano inclinato del “fotti compagno” e del fatto personale.

E’ bastato l’annuncio serale per arringare la folla taorminese, tra chi è pronto a benedire questa candidatura e chi non perde tempo per alzare le barricate, d’altronde è la storia stessa di De Luca a dire che il suo modo di fare spacca tra chi lo ama e chi lo odia. Figurarsi a Taormina, patria dei santoni della critica a prescindere, dove nessun comune mortale riuscirebbe mai a mettere tutti d’accordo.

Già nel 2018 De Luca aveva palesato l’intenzione di candidarsi a Taormina, scegliendo alla fine Messina perché in quel momento era la piazza più funzionale ad una strategia politica di ampio respiro che lo avrebbe portato alla candidatura alla presidenza della Regione Siciliana.

Scateno chiama la rivincita immediata. Destinazione Taormina, la capitale del turismo siciliano, la città della grande bellezza e di una piccola mentalità bonsai. E’ la nuova terra promessa del rivoluzionario impertinente di Fiumedinisi.

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