L’avventura di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan sembra essere giunta al capolinea, con un addio che appare ormai probabile, se non addirittura inevitabile, anche nell’eventualità del raggiungimento di una qualificazione in Champions League. I rapporti tra il tecnico livornese e la dirigenza di via Aldo Rossi sono ridotti ai minimi termini, logorati da una convivenza diventata insostenibile. Al centro della crisi c’è la figura di Zlatan Ibrahimovic, senior advisor di RedBird, il cui raggio d’azione all’interno del club si è esteso ben oltre le canoniche linee guida strategiche aziendali, provocando una profonda spaccatura con l’area tecnica.
L’ex attaccante svedese si è reso protagonista di una serie di invasioni di campo che hanno fortemente indispettito l’allenatore e destabilizzato l’armonia dello spogliatoio. Negli ultimi tempi, Ibrahimovic ha iniziato a contattare direttamente per telefono elementi chiave della rosa come Youssouf Fofana e Rafael Leão, dispensando loro indicazioni e consigli di natura strettamente tattica. Questo intervento esterno ha generato una forte confusione nella testa dei calciatori, penalizzando in particolar modo l’attaccante portoghese, che si è trovato a dover decifrare indicazioni contrastanti tra le richieste del proprio allenatore e i suggerimenti del dirigente.
A rendere l’atmosfera ancora più pesante si aggiungono le dinamiche extra-campo che legano Ibrahimovic al suo ex compagno di squadra ai tempi del Milan, Antonio Cassano. L’ex talento barese esprime pubblicamente e a ripetizione critiche feroci nei confronti del gioco espresso dalle squadre di Allegri, innescando un cortocircuito comunicativo che il tecnico percepisce come una destabilizzazione indiretta ma mirata. La vicinanza tra l’advisor di RedBird e una delle voci più critiche del panorama calcistico verso la gestione allegriana ha alimentato i sospetti di una totale mancanza di fiducia e protezione da parte dei vertici societari.
Di fronte a questo scenario di totale isolamento e delegittimazione del proprio ruolo, Allegri ha maturato l’orientamento di rassegnare le dimissioni o concordare una separazione consensuale al termine del campionato. Il tecnico ritiene che non vi siano più i presupposti minimi di autonomia e rispetto dei ruoli necessari per guidare il Milan nella prossima stagione. La decisione di fare un passo indietro, maturata nonostante un contratto in essere, costringerà la proprietà americana a ridefinire tempestivamente la guida tecnica in vista di un’estate che si preannuncia caldissima.


