GIARDINI NAXOS – Rieccolo Cateno De Luca sul palco di una campagna elettorale. L’ultima volta si era cimentato nell’infausta corsa alle Europee del 2024, quella che in Sicilia hanno visto scendere il “suo” Sud chiama Nord al 7.7%, risultato a distanza siderale dall’exploit del 25% delle Regionali 2022.
Ma De Luca vive di campagne elettorali è ossigeno e propellente della sua parabola politica. Sente l’odore dell’arena e scalda i motori a Giardini Naxos. Le elezioni Amministrative a Giardini, in verità, non sono mai state chissà quanto rilevanti per De Luca, che sin qui le aveva snobbate ma stavolta sono uno snodo importante, al di là delle dinamiche locali. Dopo la conquista di Taormina del 2023, ora all’orizzonte c’è la possibilità di mettere un’altra bandierina nelle conquiste politiche di Sud chiama Nord in quella riviera ionica che sa ormai di monocolore del Nisi. Ma soprattutto c’è da riprendere quota dopo la doppia Caporetto di Monza e delle Europee che sono costate tanto, in termini di dispendio di energie ed anche economici e che politicamente hanno portato poco o nulla a De Luca e al suo partito se non il sapore amaro e indigesto della sconfitta e di un arretramento della prospettiva.
Si avvicinano le Regionali del 2027 e De Luca vuole arrivarci spezzando la tendenza in discesa di quei due flop, inaccettabili per uno “specialista” puro delle campagne elettorali come Cateno De Luca, che da Fiumedinisi a Santa Teresa, passando per Messina e Taormina, non aveva mai sbagliato un colpo, comprese le Regionali 2022 chiuse da secondo candidato più votato e con quel 25% gli aveva virtualmente consegnato la possibilità di prendersi la futura presidenza della Regione. Il biennio successivo, al netto della vittoria di Taormina, gli ha tolto quella ipoteca sul primo obiettivo di sempre. Ma quello è un altro capitolo della storia.
E allora De Luca s’affaccia a Giardini Naxos. “Una miniera d’oro non utilizzata”, come l’ha battezzata già da tempo l’Imperatore del Nisi. L’assalto al fortino è scattato e non è un caso che l’idea sia quella di guardare ad un distretto turistico “potente” con Taormina. Chi può dargli torto quando sottolinea che c’è “un potenziale inespresso” e rimarca che si tratterebbe del “più potente della Sicilia”? Poi su come arrivarci alla svolta, come portare Giardini in quale direzione e con quali interpreti è una storia a parte e ognuno avrà la sua visione. De Luca la sfida, intanto, l’ha lanciata al tramonto di settembre mentre gli avversari del paese sonnecchiano, litigano e studiano a distanza come mandare in scena la gentile consegna delle chiavi di Palazzo dei Naxioti al primo inquilino di Taormina per il tramite del suo delegato alla sindacatura a Giardini.
Pochi minuti di comizio per battezzare la piazza e fiutare gli umori, verso una campagna elettorale in cui De Luca conosce le difficoltà ma ha l’esperienza di chi sa come mascherare i limiti e renderli un’opportunità. Lo sa che il candidato a Giardini non sarà De Luca in prima persona, c’è differenza ed è un’altra cosa. Ma De Luca vuole fare passare il messaggio che in realtà il voto ai giardinesi verrà chiesto proprio da lui, con l’idea di cavalcare il malcontento e la possibilità di incunearsi nelle praterie del vuoto evidente di quello che non ha saputo fare la politica giardinese.
Il piano di gara è quello ampiamente collaudato, anche a Taormina e dall’altra parte la storia ha insegnato poco o nulla. In rampa di lancia c’è il fedelissimo Danilo Lo Giudice, “esploratore” che stavolta potrebbe pure essere il candidato sindaco, chiamato a contattare, aggregare, imbarcare alleati e anche quelli che non servono, da scaricare al momento giusto in “modalità Taormina”. Ci sono già i simpatizzanti locali, che hanno costituito i comitati di ScN, danno slancio e linfa, preziosi per capire le dinamiche del territorio, aprire le porte del paese e supportare i piani del “cerchio magico”. C’è il crono-programma, importante per anticipare gli altri, dalla bozza di programma amministrativo alla lista, tutto il kit completo del manuale da campagna elettorale. Compresa ovviamente la serie di comizi in agenda, con De Luca che arringa e arremba, il candidato sindaco che andrà a ruota, l’analisi dei conti del Comune, i servizi che oggi non funzionano e che verranno riorganizzati, le slide che mostreranno le cose non fatte e i (tanti) problemi del paese, e via dicendo.
De Luca non vuole lasciare niente al caso e se ha vinto una lunga serie di elezioni Amministrative un motivo ci sarà. Poi potrà vincere o perdere ma la sua partita l’ha preparata nei dettagli, non ha intenzione di fallire la “presa di Naxos”. Non può permettersi di floppare perché altrimenti lo attenderebbe lo spettro di un effetto domino. Corre verso l’obiettivo di un altro “Meisterschale” del Nisi, da mettere nella bacheca politica personale e di Sud chiama Nord. “Il progetto” è la parola d’ordine, “rinascere” e’ il verbo da predicare. “Naxos Taormina, il momento è adesso” è lo slogan forgiato nella Valle d’Agrò per una Giardini al passo con la costa blu di Santa Teresa, Taormina e pure Messina. ScN “non è un taxi” e nessun si azzardi a dire “chi c’è pi mia” (“cosa c’è per me”, ndr) è l’avviso ai naviganti. Partecipare, concorrere e poi fare un passo di lato per lasciare la ribalta ai pretoriani multitasking è la rotta tracciata. L’assalto al fortino (con inquilini disorganizzati dentro e fuori dal palazzo) è la specialità della casa. “Ma non sono importanti le campagne elettorali. Non ci appartiene la logica della pedina tra un comune e l’altro“, s’affretta a dire il sindaco di Taormina ai giardinesi. Le danze sono ufficialmente aperte.


