HomePoliticaLo spauracchio De Luca sulla volata finale per la sindacatura a Taormina

Lo spauracchio De Luca sulla volata finale per la sindacatura a Taormina

TAORMINA – A Taormina la sfida per le elezioni Amministrative è già partita da un pezzo e la più eloquente conferma è arrivata negli ultimi giorni con una vera e propria guerra di posizionamento ormai in atto da una parte e dall’altra.

Nella maggioranza c’è il duello tutto interno alla coalizione tra Mario Bolognari e Mario D’Agostino, con il primo che primo alla ricandidatura e l’altra che potrebbe decidere di prendere le distanze e lanciare la sua candidatura. Stesso discorso vale all’opposizione con l’asse tra Bruno De Vita e Andrea Raneri e i vari segnali lanciati da Eddy Tronchet ed Eugenio Raneri, mentre Antonio D’Aveni insiste sulla sua candidatura, Eligio Giardina si muove a “fari spenti” e Salvo Cilona resta in pressing su Mauro Passalacqua, che a sua volta non ha deciso se restare con Bolognari o andare allo strappo e passare sull’altro versante politico.

In tutto questo caos totale si registra, tuttavia, una evidente certezza: tutti (o quasi) aspettano il 25 settembre per vedere chi vincerà le elezioni Regionali ma soprattutto per capire se le Regionali le vincerà o no Cateno De Luca.

A Taormina non occorre Nostradamus per capire che De Luca il 25 settembre prenderà una pioggia torrenziale di voti e lo sosterranno in tanti. Tra l’altro gli altri candidati alla presidenza della Regione non si sono neppure visti.

Tra i futuri candidati a sindaco a Taormina c’è chi è in buoni rapporti con “Scateno”, c’è chi è in pessimi rapporti con lui e chi, in ogni caso, non ha neanche intenzione di farsi condizionare da questo fattore. E ovviamente nell’Italia dei leccaculisti non manca mai chi è pronto a salire con disinvoltura sul carro della devozione post-voto.

Si fanno tante riflessioni e altrettanti flash, valutando che un De Luca vincente e nuovo “padrone” delle chiavi di Sicilia, obbligherebbe i futuri candidati a passare in qualche modo dal suo tavolo politico nei ragionamenti per le prossime Amministrative. Come allo stesso modo un De Luca superato da Schifani rianimerebbe gli auspici di chi spera e gufa nel suo ridimensionamento, anche per non dover averci a che fare.

Forse la verità sta nel mezzo e il ragionamento va rasserenato e semplificato: Taormina, al netto di chi vince o perde le Regionali, la sua strada la troverà lo stesso e l’ha già trovata anche in passato, senza passare da Messina, da Palermo e da nessun’altra parte. Si ha la sensazione palese, semmai, di quanto la politica taorminese sia diventata debole e di quanto sia fuori strada nel fermarsi a questi ragionamenti e nel paranoiarsi su dinamiche che vanno oltre il contesto locale, anziché concentrarsi sulle prospettive per la città. Un presidente della Regione, chiunque poi sarà e a prescindere dal nome e cognome, lo si dovrà rispettare e bisognerà collaborarci, senza però alcuna forma di sudditanza e le decisioni dovranno essere prese qui. Stop, il resto è filosofia spicciola.

Intanto la volata finale per la sindacatura a Taormina parte la mattina del 26 settembre e lo spauracchio del “De Luca presidente sì o no” è un rebus che, nel bene o nel male, passa e ripassa per la testa dei vari protagonisti della partita taorminese. Quelli che sono già sulla scena e quelli che si preparano ad entrare in campo.

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