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Delitto Florio a Taormina, il punto a “Incidente Probatorio”: bancomat e tabulati per blindare il movente

Gli inquirenti passano al setaccio i tabulati telefonici degli indagati per imprimere una svolta definitiva all’inchiesta sul delitto di Giuseppe Florio. E’ quanto emerso nel corso del programma tv “Incidente Probatorio” su Canale 122, in una nuova puntata di approfondimento sulla tragica fine del 66enne ucciso a Trappitello (Taormina) il 25 aprile scorso.

Ospiti del programma il direttore di TaorminaNews24, Emanuele Cammaroto, la criminologa Federica Di Pietrantonio, l’avvocato Francesco Leone e la giornalista Angela Marino.

“Incidente Probatorio” ha proposto nuovi elementi che ricostruiscono le fasi e analizzano la dinamica dell’omicidio di Florio, per il quale sono state fermate il 27 aprile scorso tre persone: una coppia del luogo, accusata di omicidio ed occultamento di cadavere, ed un’amica che deve rispondere, invece, dell’ipotesi di reato di occultamento di cadavere.

Il 30 aprile scorso il Tribunale di Messina ha convalidato il fermo per la 50enne ed il 39enne, a carico dei quali è stata confermata la pesante accusa di omicidio, ma allo stesso tempo è scattata la scarcerazione per la donna, 53enne, di Sesto San Giovanni, a cui dunque viene restituita la libertà. L’accusa iniziale di soppressione di cadavere, mossa nei confronti dei tre indagati è stata derubricata ad occultamento. Per la donna di Sesto San Giovanni, sin dal fermo, non c’è stata l’accusa di omicidio ed il reato che le viene contestato non prevede la misura cautelare.

Nell’ambito delle indagini in corso si stanno verificando gli elementi necessari per ricostruire in via definitiva il movente del delitto: la carta bancomat e i prelievi che sarebbero stati effettuati senza il consenso di Florio e per i quali l’uomo avrebbe chiesto delle risposte. E dopo la richiesta di restituzione delle somme sarebbe scattata la furia omicida, con l’aggressione che ha stroncato la vita del pensionato. Poi il piano, fallito, per nascondere il corpo, con le telecamere di sorveglianza dell’abitazione di un vicino che hanno ripreso tutto: il cadavere avvolto nelle lenzuola che viene caricato su una macchina per essere trasportato nelle campagne di Mitogio (Castiglione di Sicilia), dove Florio è stato abbandonato. Successivamente verrà data alle fiamme anche l’auto di Florio, in prossimità del torrente Santa Venera, a Trappitello.

Per la Procura ad uccidere Florio sarebbe stata la coppia che ora si trova in carcere ma l’indagine va avanti e in questo momento vengono analizzati i tabulati telefonici delle persone indagate e della vittima, per accertare cos’è avvenuto nei giorni che hanno preceduto l’omicidio e soprattutto nelle ore antecedenti alla drammatica fine di Florio in Via Paladini, alle Case Popolari.

I Carabinieri stanno analizzando i rapporti tra gli indagati e Florio per completare la ricostruzione dei fatti e per blindare l’ipotesi accusatoria concernente il movente.

Si cerca di ricostruire l’aggressione ed, in particolare, di appurare se sia trattato di un delitto premeditato o se l’omicidio sia avvenuto per impeto, con una lite degenerata in un’escalation di violenza mortale. Gli indagati, al momento, davanti al giudice, non hanno dato risposte: i loro legali lavorano alla strategia difensiva e attendono di poter verificare il quadro completo di tutti gli elementi in mano agli inquirenti.

L’esame autoptico eseguito sul corpo di Florio avrebbe confermato che l’uomo sarebbe stato colpito con un oggetto, presumibilmente un martello, e poi con un coltello.

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