Dopo il summit a Washington tra Donald Trump e i leader UE crescono le possibilità di un accordo per la fine della guerra in Ucraina. Questo perlomeno è ciò che continuano a raccontare i vari media italiani ed esteri, ma poi – lo abbiamo detto – c’è un “piccolo” (si fa per dire) ostacolo da superare ed è quello della reale volontà del presidente russo Vladimir Putin di arrivare ad una pace “giusta”.
E il concetto di pace “giusta” per Putin passa da sei condizioni ritenute ineludibili e inderogabili da Mosca: 1) ritiro dell’Ucraina dal Donbass; 2) riconoscimento della Crimea Russa; 3) Russo come lingua ufficiale; 4) no all’ingresso di Kiev nella Nato e ok alle garanzie di sicurezza; 5) cancellazione delle sanzioni inflitte sinora alla Russia; 6) revoca del mandato d’arresto della Corte Penale dell’Aja nei confronti di Putin.
Queste sono le condicio sine qua non poste da Putin e che ha già anticipato a Trump, che non a caso glissa sull’opportunità intanto di un cessate il fuoco, perché sa che lo Zar non farà sconti. Non è difficile immaginare che il quadro possa andare bene per Trump, che ormai sogna un giorno sì e l’altro pure la sua conquista del Nobel per la Pace. L’Europa potrebbe anche irrigidirsi sulla questione complessiva per come la vuole impostare Putin ma poi non si sa che peso avrà, quali margini di manovra e quanto conterà sul piano politico la posizione dei vari leader del Vecchio Continente. Di certo i punti strategici che metterà sul tavolo Putin difficilmente verranno accolti con giubilo dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. E non si può dar torto al presidente di uno Stato che è stato aggredito da invasori e che ora, dopo tante vittime e una resistenza straordinaria della sua gente, vede aprirsi lo spiraglio di una pace che non può diventare una sostanziale resa nei confronti del nemico.
E allora si arriverà davvero ad una “pace giusta” o piuttosto a un’intesa in cui Zelensky sarà messo alle strette, senza troppo spazio per rifiutarsi l’accordo con la Russia. Per la serie “così è, se vi pare”.


