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BA.2, BA.5, BA2.75 E POI L’INDIANA: COSI’ CI MANDANO AL MANICOMIO

Era preventivabile ed il “bombardamento” mediatico da pandemia è già ripreso, come si poteva prevedere. La guerra in Ucraina non fa più notizia, i contagi invece risalgono ed anzi galoppano. E allora non soltanto si torna a parlare del Covid ma soprattutto di una serie impressionante di varianti che portano ad una banalissima riflessione. Non siamo esperti, semmai ignoranti, nel campo scientifico ma un pensiero appare inevitabile: esiste un virus in Natura che si replica in continuazione con una serie infinita di varianti? Gli italiani sentono parlare di BA.2, BA.5, BA2.75, B4, B5 e poi la variante Indiana e la sottovariante della sottovariante, etc etc. Non pretenderemo mai di dare giudizi sulla materia medica, ma è doveroso avere perplessità su questa sequenza infinita di varianti che non sembrano qualcosa di normale, semmai riportano ai (seri) dubbi sull’origine del fenomeno e corroborano la tesi di chi da sempre ipotizza che questo maledetto virus sia opera di laboratorio.

Intanto eccoli gli aggiornamenti e non portano nella direzione dell’ottimismo. “Il problema fondamentale non sono tanto le regole, ma il fatto che siamo davanti a una variante contagiosissima, la BA.5, e in arrivo ce nʼè unʼaltra indiana destinata a prendere il sopravvento”, ha dichiarato Giuseppe Remuzzi, direttore dellʼIstituto Mario Negri ed una delle voci più serie ed autorevoli sull’emergenza Covid.

“Il virus è estremamente contagioso – raccomanda Remuzzi – serve prudenza perché anche se lʼinfezione può decorrere in modo meno grave rispetto alla Delta, riguarderà tantissime persone”. E tra così tanti contagiati, aggiunge il professor Remuzzi, “ci saranno anche persone che dovranno essere ricoverate”. Sulla seconda dose booster poi, per Remuzzi la cosa fondamentale e urgente è assicurarla agli over 80 o agli over 60 con patologie, e non a tutti indistintamente.

“Sulle raccomandazioni dell’Ema stiamo ancora valutando in Italia – spiega Remuzzi – Il vaccino rispetto alle varianti è ancora debole, la copertura dura circa sei settimane. Per i soggetti sani sarebbe meglio aspettare a settembre/ottobre i vaccini più attuali che proteggono di più dalle nuove varianti”.

Infine Remuzzi tocca il controverso capitolo bambini: “Sui bambini sotto i 5 anni stiamo lavorando, credo che tra ottobre e novembre avremo l’autorizzazione. E’ importantissimo vaccinarli, anche se è una questione molto discussa. Ma i bambini si ammalano, possono essere ricoverati, possono avere long covid o anche, in alcuni casi, una sindrome infiammatoria multi-sistemica. Si tratterebbe – rassicura Remuzzi – di un quantitativo molto piccolo e sicuro”.

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