L’Italia si consolida come il fulcro principale in Europa per l’hotellerie di fascia alta. A rendere la penisola una meta così ambita a livello globale è il perfetto connubio tra ricchezze culturali, bellezze naturali e primato culinario. Questo scenario emerge chiaramente dal report diffuso da Deloitte durante l’incontro “Luxury Hospitality Reloaded: Repositioning and Balancing Sustainability”, svoltosi a Milano presso la Galleria Deloitte alla presenza di banchieri, finanziatori e specialisti del settore alberghiero.
I dati della ricerca rivelano che quasi il 60% dei gestori e finanziatori indica l’Italia come il territorio europeo più promettente per lo sviluppo del turismo d’élite nei prossimi 36 mesi. I motori di questo sviluppo sono la costante richiesta di soggiorni esclusivi e la promessa di margini di guadagno più elevati rispetto alle strutture ricettive tradizionali.
La crescita non si limita alle classiche città d’arte quali Roma, Milano, Venezia e Firenze. L’interesse si sta estendendo verso altri territori. Al Sud è Taormina a dominare la scena. E ci sono poi i piccoli paesi recuperati, le località alpine e le mete turistiche in via di sviluppo.
In questo panorama, la ristorazione si attesta come la risorsa di marketing più rilevante per personalizzare e dare valore ai servizi d’alta gamma.
Più del 70% dei protagonisti del mercato pianifica di stanziare fondi specifici per l’alta cucina, i servizi culinari d’eccellenza e le collaborazioni con cuochi rinomati o brand del settore.
Benedetto Puglisi, director real estate & hospitality di Deloitte, ha sottolineato come la pluralità e la qualità della tradizione gastronomica locale costituiscano un vantaggio di mercato irrinunciabile.
I capitali si orientano prevalentemente verso il restauro di alberghi attivi e la conversione di palazzi d’epoca, ambiti per il loro fascino storico ma complessi da gestire a causa dei limiti di tutela architettonica. Sul fronte delle criticità, l’ostacolo maggiore è rappresentato dalla complessità nel reperire i finanziamenti necessari.
La tutela ambientale si trasforma in un elemento commerciale determinante per intercettare i desideri degli ospiti. Nei piani di ammodernamento degli hotel di lusso, oltre il 21% dei costi di investimento viene impiegato in soluzioni ecologiche. Tra il 2024 e il 2025 le strutture dotate di standard ESG sono aumentate del 22%. Parallelamente, il 73% dei turisti esprime il desiderio che il proprio denaro generi un impatto positivo sulle economie del posto.
Le certificazioni di sostenibilità sono ormai un elemento chiave per operare nello scenario globale. Più che un dovere morale, questi titoli rappresentano un attestato di serietà indispensabile per conquistare i clienti più facoltosi, convincere i grandi fondi e ottenere linee di credito bancarie.


