Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky apre ad un incontro con il presidente della Russia, Vladimir Putin ma avverte sulla volontà del suo popolo di non trattare la resa e di voler continuare a resistere per contrastare l’invasione in atto ormai da 59 giorni.
Zelensky, durante una conferenza stampa in una stazione della metropolitana di Kiev, ha ribadito che per arrivare a una “soluzione diplomatica” e fermare la guerra serve un incontro tra lui e il leader russo Vladimir Putin. “Dobbiamo cercare di raggiungere questo obiettivo – ha affermato – ma dalla Russia non vediamo questo. Dicono una cosa e poi fanno l’opposto”. Il presidente ucraino non si tira indietro sul’opportunità di trovarsi ad un tavolo con Putin, anche se fa capire che non si fida del capo del Cremlino, che sin qui ha dimostrato decisamente poca voglia di fermare il conflitto e trovare una soluzione pacifica.
Rispondendo a una domanda sui sospetti piani russi di assassinarlo, Zelensky ha detto: “Non ho diritto ad aver paura, perché il nostro popolo ha mostrato di non aver paura di nulla. Resterò a Kiev fino alla fine della guerra”. “Se i militari ucraini ancora a Mariupol verranno uccisi, se la Russia dovesse annunciare uno pseudo-referemdum nelle pseudo-repubbliche, Kiev abbandonerà i negoziati con la Russia”, ha aggiunto.
L’Ucraina, a detta del suo presidente, auspica “una mediazione del Vaticano” per arrivare a una tregua e alla pace. “Vogliamo una tregua, e stiamo chiedendo aiuto a tutti, compresa la Santa Sede”, ha dichiarato Zelensky. E ancora: “Sono grato a Papa Francesco per le sue parole e il suo impegno. Vorrei che il Pontefice aiutasse a sbloccare i corridoi umanitari verso Mariupol. E’ presto per parlare di una sua visita ma lo aspettiamo”.
La sensazione è che sia un atto, in sostanza, una resa dei conti tra il presidente ucraino e quello russo, tra l’invaso e l’invasore, tra il comico che ha sorpreso il mondo con il suo coraggio e lo zar che invece il mondo lo ha scioccato con una barbara invasione dell’Ucraina. Nessuno vuole uscire sconfitto da questa guerra, Putin prepara la parata del 9 maggio e Zelensky non ha intenzione di concedere la resa. La via verso la pace resta impervia e probabilmente ancora lontana, anche se la diplomazia lavora per arrivare ad un incontro tra i due Capi di Stato, che sarebbe evidentemente l’atto cruciale – e si spera risolutivo – della vicenda.


