HomeParlamentoVannacci registra "Futuro nazionale" e prepara il suo partito: terremoto a destra?

Vannacci registra “Futuro nazionale” e prepara il suo partito: terremoto a destra?

Il generale Roberto Vannacci potrebbe presto dire addio alla Lega e fondare un nuovo partito, tutto suo. L’ipotesi prende quota e sembra anzi molto vicina a diventare realtà.

L’europarlamentare ha registrato il marchio “Futuro nazionale” presso l’Ufficio brevetti europeo. Una mossa che sembra andare nella direzione di un partito ultrasovranista e identitario, con la conseguente uscita del generale dalla Lega di Matteo Salvini.

Da settimane ormai si parla di tensioni tra Vannacci e Salvini, il chiarimento tarda ad arrivare e ora si materializza il passo a sorpresa (ma non troppo) dello stesso Vannacci, che accelera per la costruzione di un soggetto politico a sua immagine e somiglianza. Il passo coincide anche con un altro scenario che pare ormai sfumato, che è quello di un partito con la “strana coppia” Vannacci e Marco Rizzo. Nei giorni scorsi sarebbe stato scritto il capitolo fine, prima ancora di cominciare, a questa suggestiva eventualità che era emersa e che aveva fatto scalpore. I due hanno scelto di andare ognuno per la propria strada e Vannacci ha scelto quale sarà il percorso che vuole fare.

L’iniziativa di Vannacci, pur al momento ridimensionata dal generale come “solo un simbolo” per minimizzare la rottura, è vista da molti come un tentativo di creare un’Afd italiana, capace di attrarre l’elettorato più a destra e scontento delle attuali posizioni del centrodestra tradizionale. Senza voler uscire dal perimetro della coalizione, questa nuova entità potrebbe, nelle intenzioni, ampliare la base elettorale dell’intera alleanza, intercettando consensi che altrimenti andrebbero dispersi o finirebbero nell’astensione.

La mossa del generale si inserisce in un contesto politico fluido, che vede, specularmente, altre dinamiche al centro: si parla infatti di un possibile avvicinamento tra Carlo Calenda (Azione) e Forza Italia, nel tentativo di rafforzare l’ala più moderata e riformista del centrodestra. L’ipotetico asse Calenda-Forza Italia e il nuovo partito di Vannacci disegnerebbero un inedito “centrodestra XL”, con una coalizione capace di coprire uno spettro politico estremamente ampio, dal centro-liberale all’estrema destra.

Resta da vedere come i leader attuali del centrodestra, in particolare Giorgia Meloni e Matteo Salvini, gestiranno questa potenziale espansione su due fronti opposti, e se “Futuro nazionale” rimarrà un alleato leale o diventerà un competitore interno per l’egemonia a destra. Salvini, da parte sua, ha già avvertito che “chi lascia la Lega resta nel nulla”, segno che la tensione resta alta. Un messaggio politico non troppo subliminale al generale.

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