Dopo quattro mesi con il segno meno, a giugno il Misery Index Confcommercio torna a scendere attestandosi a quota 9,9, tre decimi di punto in meno rispetto al mese precedente. La stima dell’Ufficio Studi Confcommercio è l’effetto di un rallentamento del tasso d’inflazione per i beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto (+4,1% annuo rispetto al +4,4% di maggio) e di una lieve riduzione del tasso di disoccupazione esteso, sceso dal 5,5% al 5,4%.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro, a giugno si prevede una crescita marginale del numero di occupati e una lieve riduzione delle persone in cerca d’occupazione, il che conferma che il mercato del lavoro si mantiene in una situazione di vivacità che porterebbe il tasso di disoccupazione ufficiale al 4,9%.
Quanto all’inflazione dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto, nei prossimi mesi potrebbero consolidarsi i segnali di rallentamento per effetto del calo sui mercati internazionali delle quotazioni delle materie prime, energetiche e non, e delle minori tensioni sugli alimentari freschi, soprattutto per quei beni e servizi che le famiglie acquistano con maggior frequenza.
Tutto ciò dovrebbe permettere un moderato calo dell’area del disagio sociale con possibili riflessi favorevoli sulla fiducia delle famiglie, sui consumi, sulla crescita e sullo stesso mercato del lavoro.


