HomeParlamentoSalis sfida Meloni e va all'attacco: "Mi sembra subalterna a Trump"

Salis sfida Meloni e va all’attacco: “Mi sembra subalterna a Trump”

Le elezioni Politiche del 2027 sono ancora lontane e non è ancora esclusa l’ipotesi che Giorgia Meloni possa decidere di provare a far saltare il banco, anticipando il voto già al settembre 2026. Nel frattempo Silvia Salis prepara la sua discesa in campo. Colei che sembra – a detta di molti – destinata a diventare la sfidante di Meloni comincia a lanciare segnali chiari verso la contesa per Palazzo Chigi.

Silvia Salis alza il tiro contro Giorgia Meloni e si accredita per guidare il campo progressista. Nell’ultima puntata del programma diMartedì su La7, la sindaca di Genova ha attaccato frontalmente la presidente del Consiglio, accusandola di subalternità agli Stati Uniti e di un preoccupante silenzio sui fatti di Minneapolis, che hanno visto protagonista la polizia dell’ICE.

“Mi sembra che la politica del Governo Meloni sia abbastanza subalterna a quella di Trump”, ha dichiarato Salis in collegamento con la trasmissione condotta da Giovanni Floris. Un giudizio netto, accompagnato dalla richiesta di una linea più autonoma e coerente con il ruolo europeo dell’Italia: «Da un Paese come il nostro ci si aspetterebbe una posizione più europeista e meno subalterna».

La prima cittadina di Genova ha poi criticato Meloni per non aver condannato “elementi molto preoccupanti” di quanto sta accadendo negli Stati Uniti, citando in particolare “le immagini di Minneapolis, che mettono i brividi”. Nel suo intervento, Salis ha anche accusato la premier di ricorrere sistematicamente alla costruzione di un nemico per compattare il proprio elettorato: «C’è sempre un elemento comune, cioè la ricerca di un nemico. Il pensiero di destra deve alimentare la paura: il nemico è sempre alle porte, c’è sempre qualcosa da cui difendersi».

Una visione opposta a quella progressista, secondo Salis: «Portare avanti un pensiero progressista è più complesso, perché deve alimentare la speranza e non la paura». Senza citarla esplicitamente, la sindaca ha richiamato la dinamica sociologica dell'”In-group / Out-group”, che contrappone un “noi” positivo a un “loro” da demonizzare.

Non è mancata una stoccata anche sulla sicurezza: “Per questo Governo la sicurezza è un problema ed è il loro più grande fallimento. Era il cavallo di battaglia della campagna elettorale, ma i dati parlano chiaro: la sicurezza nelle strade è peggiorata”. Salis ha parlato di un atteggiamento “schizofrenico”, sottolineando la contraddizione tra le dichiarazioni del Governo e l’aumento dell’insicurezza nelle grandi città.

Parole che non passano inosservate e che si inseriscono in un contesto politico più ampio. Giorgia Meloni, infatti, potrebbe non doversi guardare solo da Elly Schlein e Giuseppe Conte. La popolarità crescente di Silvia Salis nei sondaggi la rende sempre più una possibile carta vincente per la sinistra, al punto da essere indicata da tanti come la sfidante in pectore della premier alle elezioni politiche del 2027.

Secondo un sondaggio Youtrend, che ha chiesto agli italiani per quale candidato alla presidenza del Consiglio voterebbero in caso di elezione diretta del premier, Salis registra un gradimento del 48,2% nel campo progressista, superando Elly Schlein (46,4%) come leader del cosiddetto campo largo. Un dato che rafforza l’idea di una sindaca di Genova sempre più centrale nello scenario politico nazionale — e sempre più accreditata come l’alternativa a Giorgia Meloni. Il duello è solo all’inizio.

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