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Ursula come Alice. Se l’Europa è nelle sue mani, si salvi chi può

Vladimir Putin continua a “giocare” indisturbato con l’Europa. Prima i jet russi che entrano nello spazio aereo della Polonia e poi la storia che si ripete in Estonia. Non semplici azioni di disturbi ma chiare dimostrazioni di forza contro quell’Europa che si proclama unita ma che poi, nei fatti, rimane divisa e soprattutto incapace di mostrare i muscoli contro lo Zar. Se l’Europa è nelle mani di Ursula Von der Leyen c’è da mettersi nelle mani nei capelli.

La presidente della Commissione Europea non ha neanche un decimo della leadership che aveva, per intendersi, Angela Merkel, la cancelliera tedesca che per un ventennio è stata la leader della Germania e, nel bene o nel male, al netto delle sue politiche anti-italiane, è stata la guida indiscussa dell’Europa. I vari slogan che vengono scritti alla Von der Leyen dai suoi collaboratori per cercare di dare qualche segnale di forza e per cambiarne una narrazione fatta di conclamata debolezza politica e di scarso decisionismo, non spostano l’asse delle tensioni internazionali, con Putin che continua la sua guerra sanguinaria in Ucraina e ora comincia a sfidare apertamente l’Europa e la Nato nei suoi cieli.

Ursula Von der Leyen è come Alice nel Paese delle Meraviglie: vive nel suo mondo, pensa e si illude di mettere pressione a Putin con un inasprimento delle sanzioni e qualche dichiarazione ad effetto. Ma le misure anti-Russia si sono già rivelate inutili in questi anni e le parole non fanno né caldo né freddo al Cremlino.

Il presidente russo se ne infischia e va per la sua strada e a preoccupare non è soltanto la pochezza della presidente della Commissione Europea ma anche la posizione confusa e sempre più maldestra del presidente americano Donald Trump, che si dice deluso da Putin ma nei fatti non ha mosso sinora un dito per cercare di frenarlo. Anzi ha persino riabilitato Putin con l’invito per l’incontro a due che ha sdoganato di nuovo la Russia nei circuiti internazionali, salvo poi assistere alla beffa del patto a tre fra Putin, la Cina e la Corea del Nord. Se questi sono i chiari di luna, Putin può dormire sonni tranquilli. E l’Europa in primis ha poco da stare tranquilla.

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