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La politica si svegli, Papa Leone unico mediatore di pace con i “manigoldi” Putin e Netanyahu

Prosegue la guerra in Ucraina e non si ferma neanche il conflitto a Gaza. Passano i giorni e gli innocenti continuano a morire sotto le bombe, mentre il mondo si perde in chiacchiere e la politica internazionale chiede una pace che non sa ottenere e che, in qualche caso, forse non è neanche il primo obiettivo. L’Europa brancola nel buio, divisa tra le posizioni più rigide di chi vorrebbe inasprire le sanzioni verso la Russia e attivare analoghe iniziative contro Israele, ma c’è anche chi preferisce tenere una postura morbida verso Putin e Netanyahu. Von der Leyen non fa paura neanche a una mosca e meno che mai ai capi di Russia e Israele.

Nel complesso la pace rimane lontana, un miraggio o quasi, perché né Putin nè Netanyahu hanno intenzione di fermarsi e non si intravedono interlocutori politici in grado di sedersi ad un tavolo con i due presidenti e fargli capire che hanno esagerato e devono far cessare il fuoco non domani ma ieri. Ancora più grottesca è la posizione del presidente americano, Trump, che sognava il Nobel per la Pace e rischia di portare a casa una figuraccia storica visto che non ha fermato nessuna delle due guerre e per di più ha riabilitato Putin agli occhi della comunità internazionale e continua a garantire il suo appoggio a Netanyahu. Un disastro totale l’approccio del primo inquilino della Casa Bianca, che si preoccupa di fare accordi economici sulle terre rare in Ucraina, pensa al business della ricostruzione a Gaza e trovare pure il tempo per stringere altri patti vantaggiosi in Gran Bretagna, per poi venire a fare la lezioncina all’Europa che continua a comprare gas e petrolio dalla Russia. E qui Trump avrebbe pure ragione se non fosse convinto di essere troppo furbo, perché si tratta di un paradosso imbarazzante e dice bene ma poi a ben pensarci, vuoi vedere che il vero intento del Tycoon è quello di incrementare pure qui gli affari tra l’America e l’Europa e ingrassare le tasche del suo Paese, perché magari potrebbe offrirsi lui di coprire una parte di quelle forniture mancanti?

E allora è inutile perdere tempo in una lunga serie di negoziati che non portano da nessuna parte e dichiarazioni che non sortiscono effetti concreti, perché dall’altra parte ci sono soggetti che non hanno nessuna intenzione di fermarsi. Uno vuole l’Ucraina e sta spingendo per avanzare prima dell’inverno. L’altro vuole prendersi Gaza e continua la sua guerra in nome del terrorismo ad Hamas, con i terroristi che però sono ancora lì. E a pagare il prezzo sono bambini, anziani, vite innocenti che vengono spezzate come fossero vuoti e inutili numeri, senza un briciolo di umanità e dignità.

La politica si svegli. E’ arrivato il momento di prendere atto che da sola non è in grado di pervenire alla svolta. Ai massimi livelli possibili, c’è un solo mediatore di pace che, coadiuvato dalle Istituzioni e con un mandato ben preciso, può avere l’autorevolezza giusta e determinante per sedersi a trattare lo stop alle armi, ma va sostenuto all’unanimità dalla comunità internazionale: è Papa Leone IXV. E’ il Pontefice la figura che, senza timore reverenziale e senza alcun interesse di parte, può avere il potere globale e l’autorità morale necessaria per andare dai due “manigoldi” guerrafondai e sedersi a trattare. Ad oggi il Papa è l’unico che può ribaltare la prospettiva. E’ lui l’uomo della svolta che può riscrivere la storia. Diversamente l’orrendo massacro a Kiev e a Gaza proseguirà e nessuno sa per quanto altro tempo ancora.

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