HomeItalia - EsteriTrump avverte l’Iran: "Accordo o inizieranno a esplodere molte bombe"

Trump avverte l’Iran: “Accordo o inizieranno a esplodere molte bombe”

“Il blocco, che non revocheremo fino a che non ci sarà un accordo, sta distruggendo l’Iran. Stanno perdendo 500 milioni di dollari al giorno, una cifra insostenibile per loro, anche a breve termine“. Lo ha dichiarato su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il tycoon ha minacciato che, in caso di scadenza del cessate il fuoco, “allora inizierebbero a esplodere molte bombe”. E se i colloqui dovessero fallire “non sarebbe una bella situazione” per Teheran.

“I Democratici stanno facendo tutto il possibile per indebolire la posizione di forza che abbiamo nei confronti dell’Iran”, ha poi scritto attaccando i Dem. “Leggo le Fake News secondo cui sarei sotto pressione per concludere un accordo. Questo non è vero! Non sono affatto sotto pressione, sebbene tutto si svolgerà in tempi relativamente brevi! Il tempo non è mio avversario”, assicura Trump, in merito alla possibilità di un accordo con l’Iran. “L’unica cosa che conta è che, finalmente e dopo 47 anni, rimediamo al casino che altri Presidenti hanno lasciato degenerare, poiché privi del coraggio o della lungimiranza necessari per fare ciò che andava fatto nei confronti dell’Iran – aggiunge –. Siamo pienamente impegnati nell’impresa, che verrà portata a termine nel modo giusto”. Poi, l’affondo contro i Democratici, “deboli e patetici” e “tutti dei traditori”.

Il presidente Trump ha anche insistito sul fatto che Israele non lo ha convinto a dichiarare guerra all’Iran, quanto piuttosto i fatti avvenuti il 7 ottobre 2023. “Israele non mi ha mai convinto a entrare in guerra con l’Iran”, scrive Trump su Truth Social, scagliandosi contro gli “opinionisti delle fake news” che sostengono il contrario.Trump ha proseguito: “I fatti del 7 ottobre, uniti alla mia convinzione di lunga data che l’Iran non potrà mai avere un’arma nucleare, sì”. “I risultati in Iran saranno straordinari – E se i nuovi leader iraniani saranno intelligenti, l’Iran potrà avere un futuro grande e prospero”, conclude. All’inizio di aprile, il New York Times ha rivelato i dettagli di una presentazione che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sarebbe stato autorizzato a fare nella Situation Room della Casa Bianca, dove sarebbe riuscito a convincere Trump di una serie di previsioni sulla rapidità con cui si sarebbe conclusa una guerra con l’Iran.

IRAN ESCLUDE NEGOZIATI, MA IN PAKISTAN INIZIANO I PREPARATIVI

L’Iran ha ufficialmente escluso, per il momento, la possibilità di una seconda tornata di negoziati diretti con gli Stati Uniti, gettando nuove ombre sul fragile cessate il fuoco in vigore tra Washington e Teheran. Lo ha annunciato oggi, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei durante la consueta conferenza stampa settimanale. “Al momento non esiste alcun piano per una seconda round di negoziati con l’America”, ha dichiarato Baghaei, accusando Washington di non essere “seria” nel percorso diplomatico. Il portavoce ha motivato la decisione citando “azioni aggressive” statunitensi e violazioni del cessate il fuoco, in particolare il sequestro di una nave cargo iraniana avvenuto domenica nel contesto del blocco navale imposto dagli Usa nello Stretto di Hormuz. “L’Iran non accetta alcun ultimatum americano e risponderà con decisione a qualsiasi nuova aggressione”, ha sottolineato.

Baghaei ha inoltre precisato che Teheran non ha ricevuto alcuna “offerta seria” sul fronte del sollevamento delle sanzioni e che le richieste americane sono considerate “irrealistiche”. Sul programma nucleare, ha ribadito che l’uscita dal Paese del materiale arricchito ad alto livello “non è mai stata sul tavolo” e che l’Iran intende preservare i propri “successi nucleari” sul territorio nazionale. Le dichiarazioni arrivano a meno di 48 ore dalla scadenza del cessate il fuoco temporaneo di due settimane, annunciato l’8 aprile e mediato dal Pakistan. Nonostante fonti pakistane avessero confermato l’arrivo a Islamabad della delegazione iraniana per martedì, Teheran ha smentito categoricamente la notizia, definendola “non corretta”. Intanto, il presidente americano Donald Trump aveva annunciato ieri che la delegazione statunitense – guidata dal vicepresidente JD Vance – sarebbe partita oggi per Islamabad, definendo l’incontro “l’ultima opportunità” per l’Iran.
La prima tornata di colloqui diretti, svoltasi la settimana scorsa nella capitale pakistana, non aveva portato a un accordo nonostante alcuni progressi registrati.
La situazione rimane altamente tesa, con crescenti timori per un possibile collasso del cessate il fuoco e un ritorno alle ostilità dirette tra Stati Uniti e Iran.

TRUMP: “ISRAELE NON MI HA MAI CONVINTO A ENTRARE IN GUERRA CON L’IRAN”

Pakistan e Iran hanno avviato i preparativi per la seconda tornata di negoziati tra Teheran e Washington, che dovrebbe tenersi nella capitale pakistana. Il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi ha incontrato oggi l’ambasciatore iraniano a Islamabad, Reza Amiri, per discutere le misure organizzative in corso in vista del nuovo round di colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti. Lo si apprende dai profili social del ministero di Islamabad. I due funzionari hanno esaminato anche le possibili vie per raggiungere soluzioni durature e ridurre le tensioni regionali attraverso canali diplomatici. Il Ministero dell’Interno pakistano ha pubblicato sul proprio account X immagini dell’incontro. Naqvi ha confermato che tutti i preparativi necessari sono stati completati e che sono state adottate misure di sicurezza rafforzate per tutelare le delegazioni partecipanti. Il ministro ha rinnovato l’appello del Pakistan affinché il contenzioso tra Iran e Stati Uniti venga risolto tramite dialogo diretto, sottolineando che “una soluzione permanente ai conflitti è l’unica garanzia di stabilità e sicurezza per l’intera regione”.

Da parte sua, l’ambasciatore iraniano Reza Amiri ha lodato il ruolo del Pakistan nel ridurre le tensioni, definendo le iniziative di Islamabad “positive e costruttive”. Il primo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, ospitato da Islamabad all’inizio di aprile 2026, non aveva portato a un accordo concreto, ma aveva mantenuto aperto il canale diplomatico. La seconda tornata si inserisce negli sforzi pakistani per favorire una distensione tra Washington e Teheran, mentre si avvicina la scadenza del fragile cessate il fuoco annunciato ad aprile. Al momento non è stata ancora fissata una data ufficiale per l’inizio dei nuovi colloqui, e Islamabad continua i preparativi logistici e di sicurezza nonostante segnali contrastanti da entrambe le parti.

NETANYAHU: “NON ABBIAMO ANCORA FINITO IL LAVORO”

Israele “non ha ancora finito il lavoro” in Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, durante una cerimonia per il Giorno della Memoria a Gerusalemme. Il mondo riconosce la determinazione di Israele a difendersi e “a difendere l’umanità dal fanatismo barbarico”, ha aggiunto. Il capo dell’esecutivo israeliano ha concluso affermando che Israele e gli Stati Uniti “stanno portando sulle loro spalle l’intera civiltà occidentale”.

L’IRAN GARANTISCE LA SICUREZZA DELLA NAVIGAZIONE NELLO STRETTO DI HORMUZ

L’ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali, ha dichiarato che l’Iran garantisce la sicurezza della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, respingendo al contempo voci su presunti aiuti russi. Lo riporta la Tv al Jazeera. “Siamo più uniti che mai e abbiamo una volontà di ferro”, ha affermato il diplomatico. “Gli attacchi americani e israeliani contro l’Iran sono falliti”. L’ambasciatore ha inoltre smentito le indiscrezioni secondo cui la Russia avrebbe fornito informazioni di intelligence a Teheran, definendole non vere. “Teheran garantisce la sicurezza della navigazione nel Golfo”, ha concluso

ISRAELE ARRESTA DUE GIOVANI SPIE IRANIANE

Due giovani israeliani sono stati arrestati con l’accusa di spionaggio per conto dell’Iran e compariranno oggi davanti al Tribunale distrettuale di Lod-Central per l’incriminazione formale. Lo ha annunciato la polizia israeliano, aggiungendo che uno di loro aveva in programma di sottoporsi ad un addestramento in un Paese arabo. Sagi Haik, diciannovenne di Ness Ziona, sarebbe stato in contatto con un agente iraniano per diversi mesi prima del suo arresto, avvenuto a marzo scorso.

“Haik aveva accettato di sottoporsi ad un addestramento in uno dei Paesi arabi e gli era stato persino chiesto di reclutare altre persone per svolgere missioni sotto la direzione degli iraniani”, ha dichiarato la polizia. Secondo le forze dell’ordine, diversi membri della famiglia di Haik avrebbero ricevuto “messaggi minacciosi” dall’agente iraniano dopo che il giovane gli aveva rivelato i loro dati personali.

Durante l’interrogatorio, Haik avrebbe confessato di aver aiutato un altro israeliano reclutato dall’Iran, il ventunenne Assaf Chetrit, a portare a termine una missione per il suo referente. Anche Chetrit, di Beit Oved, è stato arrestato.

ARTICOLI CORRELATI

POTREBBE INTERESSARTI

SEGUICI SUI NOSTRI SOCIAL

35,880FansLike
14,200FollowersFollow