Giuseppe Conte in una intervista al Corriere della Sera si è soffermato sul reddito di cittadinanza e nel suo libro racconta di non aver seguito l’invito di Rocco Casalino a raggiungere Luigi Di Maio sul balcone quando ci fu il discusso annuncio grillino sulla cosiddetta “abolizione della povertà”.
«Non l’ho fatto perché un premier non esce sul balcone – ha detto Conte -. Ma le potrei far leggere lettere che ho ricevuto e mi hanno commosso fino alle lacrime. Un padre mi raccontava di aver potuto finalmente comprare un paio di occhiali. Una madre aveva potuto dare per la prima volta una bistecca ai figli. L’Italia però è così: se in un budget che sfiora i mille miliardi ne trovi otto per la sopravvivenza dei poveri, ti saltano addosso e appena possono ti mandano a casa. Se consenti a banche e assicurazioni di continuare ad arricchirsi, fai tutti felici e contenti».
Conte si è poi soffermato su un altro provvedimento che è stato uno dei “cavalli di battaglia” del governo a 5 Stelle da lui presieduto: Il Superbonus 110: “Un provvedimento pensato per dare una forte spinta alla ripresa dopo la pandemia: un euro investito in edilizia ha un ritorno minimo di un euro e 50. Il provvedimento fu poi attuato dal governo Draghi e all’inizio proseguito dal governo Meloni. Ministri che ne hanno usufruito personalmente per le loro abitazioni parlano di un costo. È stato un investimento”.


