La senatrice di Italia Viva, Dafne Musolino, interviene nella polemica seguita alle dichiarazioni del sindaco di Taormina su Alessia Barbagallo, medico dell’ospedale di Taormina ed esponente di Fratelli d’Italia a Giardini Naxos.
“Esprimo la mia piena solidarietà – si legge in una nota della sen. Musolino – alla dottoressa Alessia Barbagallo di Giardini Naxos, brutalmente attaccata dal sindaco di Taormina Cateno De Luca in un post che è la dimostrazione plastica della violenza verbale e del sessismo con cui si scaglia contro le donne quando queste si macchiano del “grave reato” di rifiutare le sue proposte politiche. Il metro di giudizio è ormai evidente ed è solo uno: chi passa con lui, da qualsiasi schieramento provenga, ottiene l’immunità; chi va via o ha la schiena dritta per rifiutare l’adesione, diventa bersaglio di una campagna denigratoria volgare, violenta ed estranea a qualsiasi contesto di vivere civile”.
“Rispondere al sindaco di Taormina rischia spesso di legittimare la sua essenza, ma ignorarlo chiaramente non basta più: è necessario far comprendere, a chi ancora non ha subito questo trattamento, quanto il suo modo di fare sia pericoloso. A differenza di altri, il mio sostegno alla dottoressa Barbagallo non è di convenienza, ma netto e sentito come donna, professionista e come politica. Sul Ccpm De Luca farebbe meglio a tacere. I suoi equilibrismi politici sono serviti solo a tentare di tenerlo a galla e sono miseramente falliti”.
“La sanità regionale è una cosa seria, la lasci a chi è capace, invece di strumentalizzare le sofferenze dei pazienti per i suoi spettacolini teatrali. La verità è che la campagna elettorale su Giardini Naxos è una mera prova di sopravvivenza per il suo sistema politico, ormai logoro e appannato da proclami seguiti da risultati molto scarsi”.
“Mentre De Luca fa teatro, a Taormina la gestione dei tributi annaspa in uno sconcertante pressapochismo testimoniato da cittadini costretti a file interminabili nel gabbiotto di vetro del corso per correggere bollette errate su tasse già pagate”.
“Il quadro è desolante – conclude Musolino -. A Messina si celebra lo spettacolo del bisogno, offrendo il riscatto sociale come una beneficenza da meritarsi e non come un diritto. A livello regionale, tra volteggi e tatticismi, emerge definitivamente l’inconsistenza di un progetto politico nato con i migliori auspici, ma naufragato sotto il peso di una personalità debordante, ma con poca consistenza”.


