TAORMINA – Il Gruppo Kering potrebbe presto sbarcare a Taormina. Ne avevamo già parlato qualche tempo fa ed è uno scenario che si rafforza ed è sempre più concreto quello che potrebbe portare la holding di Francois-Henri Pinault nella capitale del turismo siciliano. Taormina, d’altronde, e’ diventata una località simbolo del lusso nel Mezzogiorno italiano, ideale ribalta per una suggestiva sfida tutta francese d lanciare all’altro colosso del lusso, Lvmh di Bernard Arnault, che nella Perla può vantare una presenza oggi dominante con due hotel di lusso e tre boutique con i marchi Louis Vuitton, Dior e Loro Piana.
E allora il derby dei top brand, in un inedito capitolo che vedrebbe un confronto in terra siciliana, è più di una suggestione ma soprattutto più di un semplice rumors. E’ una possibilità che comincia a prendere quota.
Risultano da tempo contatti e un ulteriore sondaggio per un immobile di pregio sarebbe avvenuto proprio di recente, in questa estate, tra il mondo Kering ed imprenditori di Taormina. Al momento, al netto dei passi esplorativi, non c’è una trattativa ben avviata ma l’interesse per una presenza della maison a Taormina rimane e anzi cresce. E’ un obiettivo che si consolida con il Gruppo di Pinault che punta forte sull’Italia e le sue mete più celebrate. Sembra, insomma, una questione di tempi che devono maturare e di opportunità da verificare. Kering aspetta l’occasione giusta, ha memorizzato che Taormina può rappresentare un’opzione di prestigio per allargare l’offerta della sua holding in terra italiana, in un contesto che ha oltre un milione di turisti che per l’85% sono stranieri e di questi una larga parte sono americani (quindi clienti alto spendenti) e così aspetta che vi siano le condizioni per poter affondare il colpo e sbarcare in città. Pinault ha tutta l’intenzione di farsi trovare pronto, per passare dai sondaggi esplorativi ad una trattativa convinta se dovesse esserci l’occasione giusta da cogliere per un’apertura nel salotto di Corso Umberto. Sul piano economico il Gruppo Kering ha una forza straordinaria ma l’esigenza è quella di trovare uno spazio idoneo e pienamente all’altezza, perché si parla di un brand di livello mondiale.
Kering non ha fretta e, d’altronde, sta continuando a investire in Italia, non solo in termini di nuove aperture ma anche di capacità artigianali e manageriali e competenze e know-how logistico per rafforzare le sue strategie. Taormina rientrerebbe nel quadro di quelle presenze strategiche che il gruppo francese vuole avere nelle località italiane più iconiche. E Taormina rientra, evidentemente, a pieno titolo in questo ambito, tanto più alla luce del fenomeno di rilievo riguardante le aperture in città di diversi marchi internazionali del lusso.
Gruppo internazionale del settore lusso, Kering gestisce lo sviluppo di una serie di Maison di prestigio del mondo della moda, della pelletteria e della gioielleria: Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga, Alexander McQueen, Brioni, Boucheron, Pomellato, DoDo, Qeelin, Ginori 1735 nonché Kering Eyewear e Kering Beauté.La maison ha un ampio portafoglio di attività caratterizzato da quattro linee-prodotto tutte di alto livello: Fashion and luxury goods, Watch, Jewellery e Sport&LifeStyle.
Con la sua visione creativa che combina audacia e autenticità, l’ambizione di Kering è quella di essere il gruppo del lusso più influente al mondo in termini di creatività, innovazione, sviluppo sostenibile e performance economica. E la sfida dichiarata a Lvmh potrebbe avere proprio su Taormina una delle nuove location più significative in cui misurarsi.
Il settore del lusso, dieci anni fa, rappresentava solo il 17% delle entrate del Gruppo Kering, mentre oggi costituisce l’insieme delle sue attività. Questa trasformazione, estesasi su più anni, ha permesso a Kering di concentrarsi sullo sviluppo e sulla capacità di creare valore di ciascuna delle sue Maison. Il potente modello di business integrato sviluppato da Kering, che associa agilità, equilibrio e responsabilità, ha saputo stimolare la rapida crescita delle Maison. Il Gruppo riunisce e coordina tutte le funzioni che possono essere condivise tra le Maison, liberando così tempo prezioso per concentrarsi sull’essenziale: creazione, ideazione di una storia genuina e stimolante, sviluppo e rinnovamento delle collezioni, relazioni con i clienti ed eccellenza a tutti i livelli. Concedere alle Maison lo spazio di cui hanno bisogno per svilupparsi ha portato a straordinari successi e ha aiutato il Gruppo Kering a diventare uno dei principali attori sul mercato del lusso
Kering ha un importante modello di business integrato della holding. I marchi, infatti, non si occupano solo di conservare il proprio posizionamento unico e la loro singolare miscela di emozione e creatività, ma svolgono anche un ruolo complementare all’interno del Gruppo. Unendo le risorse e ottimizzando alcune funzioni strategiche (logistica, proprietà, sistemi informativi, acquisto di spazi pubblicitari, ecc.) è stato possibile raggiungere best practice condivise in tutto il Gruppo. Inoltre, il fatto che Kering si occupi di un mix di marchi maturi ed emergenti, con clienti, prodotti e posizionamenti molto diversi, costituisce un altro punto di forza del suo modello di business.
Negli ultimi anni il Gruppo ha aggiunto al proprio modello di business l’integrazione verticale, investendo molto in attività che possono andare a beneficio di tutto il Gruppo, come Kering Eyewear, ad esempio. Ciò significa sviluppare delle competenze in una categoria di accessori fondamentale per l’immagine e la strategia delle Maison. Kering ha investito inoltre nell’acquisizione strategica di alcune concerie, per fornire alle Maison delle materie prime di altissima qualità e un know-how unico.


