HomeCulturaTaormina e le botteghe storiche, Caltabiano: "Un patrimonio da custodire"

Taormina e le botteghe storiche, Caltabiano: “Un patrimonio da custodire”

TAORMINA – Nel cuore di Taormina, lungo il centralissimo Corso Umberto, il tempo passa e l’economia si è incamminata verso una inarrestabile prospettiva di internazionalizzazione del commercio e dell’impresa, con la presenza sempre più dominante dei top brand.

Rimangono, resistono, ancora poche botteghe storiche che continuano a rappresentare con orgoglio l’anima più autentica della città. In mezzo alle insegne dei grandi marchi stranieri e tra le vetrine del lusso globale e un’offerta sempre più omologata alle grandi destinazioni turistiche, queste attività custodiscono una memoria fatta di relazioni, identità e tradizione. Sono presìdi culturali prima ancora che commerciali, luoghi che raccontano una Taormina diversa, legata alla propria storia e alla dimensione artigianale che per decenni ha caratterizzato il salotto della città e che ha contribuito ad affascinare il mondo che arriva qui.

Negli ultimi anni il volto del Corso Umberto è cambiato profondamente. I grandi brand hanno scelto di puntare su Taormina, attratti dal prestigio della località e dal turismo di fascia alta che anima la città per gran parte dell’anno. Una trasformazione che ha portato investimenti, visibilità e nuove dinamiche economiche, ma che al tempo stesso ha progressivamente ridotto gli spazi per quelle attività storiche che hanno costruito il carattere stesso della città e che si trovano, una dopo l’altra, a dover cedere il passo.

A richiamare l’attenzione sull’importanza di queste realtà è Alessandra Caltabiano, imprenditrice taorminese che il 23 aprile scorso ha celebrato i quarant’anni della profumeria artistica Narcisse, una delle attività simbolo del centro storico della Perla dello Ionio: “Le botteghe storiche, oggi più che mai, sono una presenza da difendere e che rappresentare un valore aggiunto per la Città di Taormina. Il centro storico è caratterizzato dalla presenza di tanti brand internazionali che sono arrivati a Taormina ed alcuni di questi danno ulteriore lustro, con il loro prestigio, alla destinazione turistica. Ma tutti questi brand non hanno un’identità legata al territorio”.

Un concetto che rimarca il valore della continuità e del legame con il territorio. Le botteghe storiche non sono semplicemente negozi: rappresentano storie familiari, esperienze tramandate, rapporti umani costruiti negli anni con residenti e visitatori. Entrare in una di queste attività significa spesso ritrovare il racconto di una Taormina che conserva ancora il fascino dell’accoglienza autentica, lontana dalle logiche standardizzate del mercato globale.

Oggi, però, gli elevati costi di gestione, il valore crescente degli immobili commerciali e le trasformazioni del mercato stanno rendendo sempre più difficile la sopravvivenza delle attività storiche. “Ormai sono rimaste una decina di botteghe storiche a Taormina – sottolinea Alessandra Caltabiano – ed è un patrimonio da custodire, al di là delle scelte che poi chiaramente ogni imprenditore e commerciante può legittimamente fare. La prospettiva che anche queste botteghe possano lasciare il passo ad altre attività, rischia di snaturare in via definitiva l’anima della città”.

La rotta è tracciata e difficilmente sarà possibile cambiarla ma, in fondo, è proprio questo il punto centrale: la sfida non riguarda soltanto il commercio, ma l’identità stessa di Taormina. Perché se il Corso Umberto perderà tutte le sue botteghe storiche, il rischio sarà quello di trasformare il centro storico in un hub aeroportuale. Uno spazio sempre più indistinguibile da tante altre località turistiche internazionali, che deve riflettere sulla presenza strategica di quelle unicità che ne hanno decretato il successo.

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