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Il “bluff” di De Luca su Naxos: la vera strategia e il voto anticipato a Taormina

Cateno De Luca si candida a sindaco a Giardini Naxos? La voce prende quota in queste ore anche e soprattutto per effetto di una dichiarazione che l’attuale primo cittadino avrebbe rilasciato a margine di una cena in un noto locale della cittadina naxiota.

“L’attuale sindaco di Giardini Naxos, Giorgio Stracuzzi, ha fatto ricorso alla sentenza del tribunale di Messina che lo ha dichiarato incompatibile e quindi decaduto, c’è il rischio che si vada a scadenza naturale del suo mandato. Per quanto riguarda le prossime amministrative si arriverà, a seguito di un probabile slittamento tecnico, almeno a maggio 2026. Se questo sarà il periodo penso che per quella data, il lavoro difficile su Taormina l’avrò finito. A giugno prossimo, ad esempio, usciremo dal dissesto finanziario. In due anni, come ho già fatto a Messina, avrò finito il lavoro di riorganizzazione. Dico, dunque, da subito che mi piacerebbe occuparmi di Giardini Naxos e perché no posso decidere di scendere in campo ed affrontare un’altra realtà complicata». Questa, a quanto risulta, la dichiarazione di De Luca.

In realtà la narrazione della presunta candidatura di De Luca a Giardini Naxos al momento sembra veleggiare al confine tra la boutade e la provocazione. Anzi una furbata da parte del sindaco di Taormina. Se fosse una mano di poker la mossa si chiamerebbe “bluff“.

De Luca, dopo Taormina, vede solo Palermo, passando per Bruxelles. Tutto il resto è contorno. A meno che, per assurdo, non voglia regalarsi una (eventuale) sindacatura “toccata e fuga” della durata di 6 mesi o un anno a Naxos solo per aggiungere un altro comune al curriculum e al primato personale di quelli amministrati.

Anche alle Catacombe dei Cappuccini è storia nota che De Luca piuttosto punterà dritto alla poltrona ad oggi detenuta da Renato Schifani e, quando verrà il momento, si prenderà almeno 6 mesi di tempo per organizzare la ricandidatura alla presidenza della Regione Siciliana per il terzo assalto al Palazzo d’Orleans dopo quelli del 2012 e il 2022. A conti fatti, a Palermo si è votato nel settembre 2022 e la legislatura, se non ci saranno sconquassi, finirà nell’autunno del 2027 e lì si voterà o poco prima, in primavera, in caso di dimissioni anticipate del presidente, o altrimenti nell’autunno (ottobre-novembre) di quello stesso anno. Ciò significa che, nel solco di quanto fatto a Messina nel 2022, De Luca si dimetterà senza alcun dubbio anzitempo da sindaco di Taormina per preparare la sua “marcia” per le Regionali. Lascerà la fascia di Palazzo dei Giurati con molta probabilità già ad inizio 2027, se non addirittura prima per avere anche il tempo di accompagnare al voto il candidato sindaco (già scelto) per la futura tornata elettorale a Taormina. E’ un copione già visto a Messina con Basile.

E Giardini Naxos? L’attuale sindaco Giorgio Stracuzzi ha fatto ricorso contro la sentenza che lo ha dichiarato incompatibile e l’esito della vicenda non arriverà domani mattina. La giustizia italiana ha i suoi tempi e nel frattempo, insomma, Stracuzzi rimarrà in sella e trascorreranno almeno un paio di mesi. Ricordiamo che si è votato a Giardini Naxos nell’ottobre del 2020, legislatura che quindi – al netto dei tribunali – si avvierà alla sua conclusione più o meno naturale, nell’anno 2025, sia che si vada alla scadenza naturale sia in caso di decadenza anticipata di Stracuzzi. Poco cambia o nulla sposta in termini sostanziali se poi si voterà nella primavera del 2025 o se piuttosto nell’autunno 2025.

Morale della favola: tra il voto a Giardini Naxos e le scadenze di Taormina e delle Regionali i tempi saranno così stretti che non occorre aggiungere altro.

La strategia di De Luca sembra essere quella di alzare il livello dell’attenzione su Giardini Naxos e catalizzare al massimo in questo territorio la scena in una fase politica in cui si stanno costituendo i comitati di Sud chiama Nord, incombono le Europee e l’obiettivo è quello di aumentare gli iscritti al partito. E in politica la crescita dei consensi – si sa – passa dall’esposizione massima dei leader. C’è da “blindare” la zona ionica, fortino elettorale del parlamentare che si sta muovendo pure sulla tirrenica. A Giardini Naxos, così, De Luca vuole polarizzare attorno a sé e al suo movimento il malcontento che c’è in paese per poi scoprire più avanti le carte. Manca ancora tempo, d’altronde, al voto a Naxos e De Luca non ha intenzione di “bruciare” il vero candidato, anche per non ripetere situazioni già vissute in altri contesti. Vedi Messina, dove il candidato sindaco designato per il dopo-De Luca era allora Carlotta Previti ma quella nomination naufragò perché il nome venne fuori con troppo anticipo e così, alla fine, si rese necessario tirare fuori dal mazzo il “jolly” Federico Basile.

“Scateno”, insomma, si diverte con la strategia della confusione intanto e accende il clima a Giardini Naxos, dove c’è chi ci ha creduto sul serio alla novità e chi ha già capito che si tratta di un “petardo” politico di fine festività. Nel frattempo a Taormina, non la prendono molto bene tutta questa storia all’ombra di Giardini.

A questo punto lascia il tempo che trova una conferma o una smentita di questa boutade di inizio anno su Giardini, si vedrà se De Luca ha fatto filtrare una “boccalonata” telecomandata o se magari pensa di aggiungere un’ulteriore tappa politica di allenamento alla preparazione alle Regionali. Diventa assai più significativa la strategia che delineerà la prospettiva politica su Taormina, dove l’idea di De Luca sino ad oggi è stata quella di continuare ancora per un pò di tempo a fare il sindaco e magari anche l’europarlamentare in caso di elezione a giugno a Bruxelles, per poi lasciare e tirare la volata a colui che indicherà come suo erede da candidare per Palazzo dei Giurati. Morale della favola: si è già capito che tra non molto si tornerà al voto a Taormina e resta da vedere se avverrà nel 2026 o se De Luca deciderà di riconsegnare la fascia prima ancora, con largo anticipo. La missione verrà dichiarata conclusa dopo l’uscita dal dissesto?

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