E’ un racconto straziante quello della sorella di Giuseppe Florio, il 66enne ucciso domenica scorsa a Trappitello (Taormina) con un delitto atroce che sarebbe avvenuto all’interno di un edificio delle Case Popolari di Via Paladini. Maria Florio ha parlato oggi pomeriggio ai microfoni di “Dentro la Notizia”, su Canale 5. In lacrime, la donna ha raccontato chi era l’uomo rimasto vittima dell’efferato omicidio e ha manifestato tutto il suo dolore per questa tragica fine.
“Giuseppe amava la campagna, la mattina ci incontravamo per il caffè e poi andavamo a lavoro. Era una persona casalinga, un abitudinario. Era una persona buona. Non conosco queste persone. Forse si sono conosciuti perché mio fratello faceva dei lavoretti per passatempo e potrebbe essere che lo abbiano cercato per questo. Non so poi cosa è successo. Forse poi avranno pensato di farsi aiutare. So soltanto che hanno fatto un’azione così brutale. Non si può descrivere quello che ho provato nel vedere le immagini di mio fratello portato via in un sacco e poi lasciato in una campagna sperduta, non sapendo neanche se fosse ancora vivo e se respirava. E poi non vederlo più”. Questo il racconto della sorella di Florio.
Nelle scorse ore, in riferimento all’omicidio di Giuseppe Florio, i Carabinieri della Compagnia di Taormina e del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito due decreti di fermo di indiziato di delitto, per “omicidio” e “soppressione di cadavere”, emessi, rispettivamente, il primo, dalla Procura della Repubblica di Messina e, il secondo, dalla Procura di Catania, nei confronti di una 50enne e del suo compagno, 39enne, originario di Palagonia e già noto alle Forze dell’Ordine, nonché di una donna 53enne, originaria di Sesto San Giovanni, ospite della coppia, indagata per la sola ipotesi di soppressione di cadavere.


