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De Luca esce allo scoperto: si ricandida nel Ducato di Taormina? “Se la comunità gradirà mi rivoterà…”

TAORMINA – Cateno De Luca rompe gli indugi e s’incammina verso la ricandidatura a sindaco di Taormina? In teoria si direbbe di no, guardando alla sua consapevolezza totale che la Perla dello Ionio gli sta troppo stretta ed il sogno era e rimane sempre quello di conquistare le chiavi della Regione. Ma la strada verso Palermo si è ormai complicata, lo si è detto e i fatti non sono punti di vista, e allora comincia a prendere quota lo scenario alternativo di una ricandidatura nel Ducato di Taormina, comfort zone dove De Luca è in pieno controllo e che, tutto sommato, garantisce una visibilità mediatica che vale più di tutte le altre località siciliane messe insieme.

E allora eccolo l’indizio di ieri sera, con De Luca che lancia un’altra bordata ai taorminesi, torna alla carica sull’evasione delle bollette e aggiunge: “Io cerco di fare il mio dovere. E se la comunità gradirà mi rivoterà. Se non gradirà si sceglierà un altro sindaco”.

Parole che si prestano a due interpretazioni abbastanza semplici: non si ricandida ma comunque esprimerà il suo candidato sindaco, totalmente targato “Cateno De Luca”, come ha fatto anche in tutti gli altri comuni a conclusione della sua prima sindacatura. Il nome del prescelto a Taormina ad oggi individuato è l’assessore Jonathan Sferra, con il “pretoriano” Massimo Brocato a fare da “tutor” e che così continuerebbe a fare l’esperto di nome ma il co-sindaco di fatto, come adesso e più di adesso.

Oppure c’è l’ipotesi della ricandidatura in prima persona di De Luca, che intanto vuole vedere cosa accadrà a Palermo, dove spera che possa emergere per la presidenza della Regione la candidatura di Gaetano Galvagno (attuale presidente dell’Ars). Gli ostacoli non mancano e sono pure alti. L’asse Lombardo-Micciché-Lagalla ha altre idee, non gradisce la nomination del giovane meloniano e meno che mai la prospettiva di ritrovarsi poi, alle spalle, De Luca in cabina di regia. Così l’attuale governatore Renato Schifani potrebbe spuntarla e restare ancora lui a Palazzo d’Orleans. De Luca possibile assessore in Giunta regionale? E’ uno scenario da prendere in considerazione (con delega al Bilancio?) ma i big del centrodestra, a partire dal citato “triumvirato” di Grande Sicilia ad altri ancora, in buona sostanza, aspettano al varco il leader di Sud chiama Nord. Se De Luca in ottica 2027 deciderà, come pare ormai certo, di entrare nella coalizione di governo, lo accoglieranno a braccia aperte, col sorriso e un bel brindisi ma un minuto dopo non gli regaleranno nulla. E chiaramente i numeri decideranno il resto, in una direzione o nell’altra, concetto primordiale che in politica vale da sempre per tutti.

Ecco perché Taormina, piccola e noiosetta sul piano politico, è comunque unica nella sua capacità di fare da “megafono” all’esterno e potrebbe ancora essere utile a De Luca, che da queste parti sta costruendo il suo Ducato, a suon di fedelissimi e trapiantati vari della zona Ionica. Chissà che ricandidarsi a sindaco non possa essere la scelta finale. Nel panorama complessivo delle opzioni non ci sarebbe incompatibilità tra una sindacatura bis e una posizione all’Ars (differente il discorso in caso di nomina in Giunta), mentre andare a Roma e ritagliarsi una poltrona al Senato o nel futuro governo (da sottosegretario?) sarebbe un’altra strada, anche interessante e di prestigio, ma De Luca sin qui non ha mai guardato con favore alla prospettiva di allontanarsi dai territori e “parcheggiarsi” nella capitale.

A Taormina la situazione politica è favorevole perché dall’altra parte c’è il nulla più totale, non c’è neppure lo zero per cento di disturbo per il conducente e la strada per replicare è evidentemente spianata. L’unico ostacolo forse è il taorminese, che da sempre è volubile e imprevedibile, ed è quello che ti ama o ti butta giù, e non a caso in un anno ha già fatto scendere il sindaco dal 65% al 37% di consensi. E gli strali deluchiani social di queste ore, al netto di tutti i discorsi, non aiutano la risalita del consenso di De Luca in paese. La strategia delle nuove partecipate alla messinese è la mossa fatta da De Luca, che potrebbe ipotecare in largo anticipo il risultato futuro da queste parti con la giostra che girerà sempre più veloce, muoverà un paio (anzi un bel pò) di pedine della “casa madre” e di conseguenza porterà acqua e numeri al mulino. Basterà per la prosecuzione del Ducato cateniano di Taormina?

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