HomePoliticaBolognari aveva capito: così ha scansato la "trappola"

Bolognari aveva capito: così ha scansato la “trappola”

TAORMINA – Nei giorni scorsi vi avevamo raccontato i retroscena dell’annuncio obbligato da parte del sindaco di Taormina, Mario Bolognari, che il 31 dicembre scorso ha spiazzato tutti comunicando nel messaggio di fine anno la propria ricandidatura.

Non a caso su TN24 abbiamo definito “obbligata” la mossa del primo cittadino, che già da tempo e a maggior ragione nelle 48-72 ore precedenti al suo videomessaggio, aveva notato e saputo dai suoi più stretti collaboratori dei movimenti di alcuni suoi alleati che stavano ormai giocando con due, anzi tre, “mazzi di carte”. E allora Bolognari ha fatto quell’annuncio sapendo che se l’avesse rimandato ancora la propria candidatura sarebbe quasi certamente saltata.

Il sindaco di Taormina – come anticipato da TN24 – aveva comunicato alla propria maggioranza la volontà di ricandidarsi già in una riunione svoltasi al Comune la sera del 24 agosto 2022. Già in quella occasione avrebbe voluto ufficializzare la sua ricandidatura nel giro di un paio di giorni e prima, quindi, del voto per le Regionali. In quella circostanza il sindaco venne invitato, tuttavia, ad aspettare e a verificare l’opportunità di allargare la coalizione. Ma quella pausa di riflessione era un modo per prendere tempo e “congelare” i piani del professore, in attesa di altri possibili scenari. Ed è quello che poi si è verificato.

Il 31 dicembre Bolognari ha anticipato il proprio annuncio ai suoi più stretti sostenitori e stavolta non ha convocato una riunione allargata come avvenne la scorsa estate. Sapeva che in quel caso sarebbe stato bloccato nuovamente, aveva capito e fiutato l’aria che tirava e ha scansato la “trappola di Capodanno” che avrebbe fatto saltare la ricandidatura.

Bolognari è andato dritto per la sua strada per non farsi congelare e logorare ma soprattutto per non farsi detronizzare in largo anticipo come avvenne ai suoi predecessori. Il professore ha fatto una forzatura sapendo che non esistevano alternative e l’annuncio era il bivio per mettere un punto e per stanare chi ci sta e chi non ci sta. A partire dagli alleati che hanno preso altre strade.

Adesso però si va alla resa dei conti, che non sarà non soltanto quella con De Luca ma una partita che si giocherà prima ancora sul fronte tutto interno alla maggioranza. E sembra praticamente impossibile che in questo clima di ambiguità politica conclamata si possa andare avanti facendo finta di niente per altri 6 mesi.

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