HomeHomeVivo morto o X: a Taormina l'opposizione si è squagliata

Vivo morto o X: a Taormina l’opposizione si è squagliata

TAORMINA – C’era una volta il fermento di una competizione tra sei, sette, anzi dieci candidati a sindaco della stessa “parrocchia” politica, una competizione interna che doveva essere una sfida serrata. E invece oggi dalle parti dell’opposizione a Taormina c’è la noia marzulliana di una calma piatta assoluta e un vuoto di idee e di leadership da deserto dei tartari. Quando sono trascorsi quattro anni dalla sconfitta del 2018 e quando mancano soprattutto 10 mesi al ritorno alle urne, l’opposizione a Taormina e’ un fronte politico ai minimi storici che difficilmente sembra potersi ritrovare e rinnovare per mettere qualcosa di credibile in pochi mesi, a meno di qualche inatteso scossone.

Il tavolo di Trappitello, archiviato di fatto con l’uscita dell’ex sindaco Eligio Giardina, è stato soltanto l’ultimo dei fallimenti di una strategia che ha ricalcato quanto si era visto nel 2018, una recita all’insegna di personalismi e piccoli o grandi livori mai sopiti. Il passato non ha insegnato nulla e allora i risultati sono stati analoghi, e rischiano anzi in prospettiva di rivelarsi peggiori, perché l’opposizione a suo tempo se l’era giocata la contesa elettorale ed era stata competitiva, al netto di una sconfitta poi maturata nella notte in cui si è frantumato l’allora tavolo di Mazzeo, con la scissione di chi scelse allora di sostenere una lista con Cilona candidato e chi decise di chiamarsi fuori dalla contesa senza neanche candidarsi al Consiglio e chi decise di andarsene per sostenere la corsa di Mario Bolognari. Cambiano i tempi ma i vari tavoli politici, così impostati, si confermano lo stesso, identico, teatro del nulla, paradigma perfetto di chi non ha strategie credibili sulla visione della città da proporre alla gente. Di conseguenza l’opposizione taorminese, alle porte di agosto, naviga nel limbo di una crisi che sembra irreversibile.

Tutto comincia e tutto finisce negli interventi che si registrano, di volta in volta, nelle sedute di Consiglio comunale da parte dei vari consiglieri, con il sempre battagliero e pungente Antonio D’Aveni e i suoi odg, Claudio Giardina che alla sua prima esperienza la sua parte l’ha fatta in modo apprezzabile e con Salvo Cilona al quale va riconosciuto di aver mantenuto la stessa passione politica di sempre, anche a fronte dei tradimenti che lo hanno portato alla sconfitta nel 2018. Fuori dall’aula consiliare non è esistito sinora uno straccio di opposizione, solo piccoli cenacoli isolati e a macchia di leopardo. Ipotesi di intese che si sono liquefatte nel volgere di qualche riunione e dei discorsi sul “chi e’ il candidato sindaco”.

Non si intravede niente che possa avere le sembianze di una proposta politica e programmatica alternativa all’attuale maggioranza e che possa almeno ravvivare una competizione che rischia di essere una noia mortale con il futuro candidato sindaco dell’Amministrazione uscente (al di là del nome e del dilemma se sarà ancora Mario Bolognari o se magari Mario D’Agostino) che al momento troverebbe la strada spianata verso la conquista della prossima sindacatura.

Vivo, morto o X Vivo, morto o X. Fa una croce qui e firmati così“, cantava Luciano Ligabue e chissà che l’unica e ultima strada dell’opposizione per dare un senso alle Comunali del 2023 non debba passare dallo spartito del rocker di Correggio.

ARTICOLI CORRELATI

POTREBBE INTERESSARTI

SEGUICI SUI NOSTRI SOCIAL

35,880FansLike
14,200FollowersFollow