HomeAperturaUCraina, 112 bambini morti, altri in fuga e nei bunker: il matto...

UCraina, 112 bambini morti, altri in fuga e nei bunker: il matto va fermato subito

Sono almeno 112 i bambini uccisi dall’inizio della guerra in Ucraina: lo riferiscono le autorità del governo ucraino. A loro vanno ad aggiungersi i 140 bambini rimasti feriti nei bombardamenti. Sono i numeri impietosi, i più terrificanti, di 24 giorni di guerra, il conflitto voluto da Vladimiro il matto, alias Vladimir Putin, che continua a spargere sangue in Ucraina mentre la comunità internazionale non ne viene a capo di questa vicenda e non trova una soluzione. Ma questi bambini che hanno perso la vita, unitamente soprattutto ai tanti altri che sono ancora lì nei bunker sotto le bombe e quelli che sono già scappati con le loro madri, devono spingere l’Europa, la Nato, gli Stati Uniti, chiunque e ogni organismo nessuno escluso, a darsi una mossa per fermare il presidente russo. La motivazione che agire significhi poi scatenare una Terza Guerra Mondiale non può diventare l’alibi per lasciare il popolo ucraino sotto la pioggia di fuoco e di piombo che sta investendo questo Paese. Non è accettabile che a pagare il prezzo di una guerra mondiale che certamente nessuno vuole (questo sia chiaro e sottolineiamolo) debbano essere i bambini. Una soluzione la si può e la si deve trovare. Ma in fretta e non con la lentezza del presidente americano che verrà in Europa il 24 marzo, mentre saranno già morti altri bambini e civili.

L’ora è difficile, non c’è altro tempo da perdere e le Istituzioni internazionali ne hanno già perso abbastanza, illudendosi di fermare la guerra con le sanzioni e palesando una dimensione palese di inadeguatezza nei negoziati di fronte all’ira brutale di un uomo che da solo sta tenendo il mondo intero sotto scacco e continua ad imperversare. Putin non si ferma e sta facendo leva sulla debolezza senza precedenti di un’Europa senza leadership, sull’inconsistenza e i paradossi della Nato, sull’Onu paralizzato dal diritto di veto (vedi Russia e Cina) e sulla sudditanza di troppi Capi di Stato verso Mosca.

La guerra si ferma con la diplomazia e siamo d’accordo ma il tempo delle chiacchiere e dei teoremi di Pitagora è scaduto, la diplomazia da mettere in campo non può più essere quella delle inconsistenti terze linee, degli ambasciatori nemmeno censiti da Mosca e dei Di Maio di turno. Gli schemi sono saltati e i protocolli burocratici davanti a una guerra come quella in atto in Ucraina sono carta igienica. Bisogna alzare il livello dei negoziati, quelli che hanno trattato sinora non ce la fanno, non contano abbastanza e non vengono tenuti in considerazione dal Cremlino. Non a caso nell’Est dell’Europa si stanno dando da fare in prima persona alcuni presidenti. E’ il momento dei Capi di Stato, quelli che devono metterci la faccia in prima persona, dimostrare di avere gli attributi e la caratura morale e politica per reggere il confronto con Vladimiro il matto. Altrimenti moriranno altri bambini e altra povera gente e avremo altre vite umane sulla nostra coscienza.

ARTICOLI CORRELATI

POTREBBE INTERESSARTI

SEGUICI SUI NOSTRI SOCIAL

35,880FansLike
14,200FollowersFollow