HomePoliticaTaormina 2023: maxi-sfida a 14 per la sindacatura

Taormina 2023: maxi-sfida a 14 per la sindacatura

TAORMINA – Sono al momento 14 i potenziali candidati a sindaco per il futuro governo della Città di Taormina. Ad un anno dall’appuntamento con le urne si registrano diversi possibili pretendenti alla poltrona di primo cittadino tra le fila dell’opposizione ed anche nella maggioranza.

Alla fine della fiera per alcuni la fascia tricolore rimarrà soltanto un sogno proibito (o infranto, a seconda dei casi) e a contendersi la sindacatura di Taormina rimarranno soltanto in due o tre al massimo ma lo scenario ad oggi è a dir poco incerto.

MARIO BOLOGNARI. L’attuale sindaco di Taormina non ha ancora deciso se ricandidarsi o se invece fare passo indietro in vista delle prossime elezioni amministrative previste nella primavera del 2023. Potrebbe arrivare sino a fine mandato per poi uscire di scena ma è anche tentato dall’idea di andare avanti per puntare ad un’altra sindacatura che gli varrebbe il record storico di un poker di successi.

MARIO D’AGOSTINO. E’ uno dei nomi più quotati per una nomination alla sindacatura. Si è già dimostrato determinante nell’elezione dell’attuale primo cittadino nel 2018 e ora potrebbe scendere in campo per la successione di Bolognari se quest’ultimo maturerà la decisione di non ricandidarsi.

MAURO PASSALACQUA. E’ uno dei probabili candidati a sindaco per il 2023. Ha il sostegno di una parte dell’opposizione e di alcune anime dell’opposizione che spingono per il suo ritorno. E’ fortemente tentato dalla possibilità di riprendere il discorso interrotto 10 anni fa e tornare al palazzo comunale, dove era già stato dal 2008 al 2013.

FRANCESCA GULLOTTA. Se Bolognari deciderà di non ricandidarsi, il nome dell’assessora alla Cultura è uno di quelli che avranno chance concrete di una nomination per la sindacatura. Sul suo nome ci sarebbe un gradimento politico trasversale. Sarebbe il suo secondo tentativo dopo quello del 2013 ma stavolta con un’altra legge elettorale.

GRAZIELLA LONGO. E’ la figlia dello storico sindaco Eugenio Longo e la storia potrebbe chiamarla (prima ancora del suo partito) alla candidatura per una fascia tricolore che nessuna donna ha mai conquistato a Taormina. Anche per lei sarà molto dipenderà dalla scelta di Bolognari: in caso di passo indietro dell’attuale sindaco, il Pd dovrà fare una scelta e trovare una nuova leadership. L’assessora alla Viabilità è una delle opzioni sul tavolo.

NUNZIO CORVAIA. Non ha mai avuto l’ossessione della candidatura a sindaco ma il suo nome è tra quelli dei “papabili” già da alcune tornate di voto. Se dovessero crearsi le condizioni si farebbe trovare pronto alla chiamata.

ANTONIO D’AVENI. Non fa mistero della sua ambizione di sindacatura. Le difficoltà dell’opposizione a trovare un’intesa potrebbero spingerlo tra qualche tempo a rompere definitivamente gli indugi e candidarsi alla guida di una sua lista.

ANDREA RANERI. E’ uno dei possibili candidati a sindaco, stavolta però non ha intenzione di ripetere l’errore del 2018 e sta cercando intanto di creare un ponte con i centristi della maggioranza.

ELIGIO GIARDINA. E’ già stato sindaco di Taormina dal 2013 al 2018 nella legislatura del G7. Dopo quattro anni di pausa, è rientrato in gioco e vuole giocarsi le sue carte per una sindacatura bis. E’ una delle possibilità sul tavolo di un’opposizione che insegue la quadra.

SALVO CILONA. Nel 2018 è stato lo sfidante di Bolognari per la sindacatura ma fu sconfitto a conclusione di una campagna elettorale caratterizzata da ribaltoni, veleni e tradimenti di un’opposizione che si è spaccata. Anche stavolta è uno dei nomi in corsa ma potrebbe fare un passo indietro e optare per la mossa del ticket con Mauro Passalacqua.

EUGENIO RANERI. L’ex presidente del Consiglio comunale è pronto a rimettersi in gioco dopo 5 anni di pausa, si prepara a dare la scossa ad un’opposizione che non decolla. Il “leone” della politica taorminese è un altro dei possibili contendenti per il dopo-Bolognari.

ANTONELLA GARIPOLI. E’ la figlia del mai dimenticato sindaco Nicola Garipoli, anche per lei vale il peso della storia e l’eredità di un cognome pesante. Già candidata a sindaco nel 2006, è arrivata ad un passo dalla nomination nel 2018 e il suo nome resta in auge anche adesso, soprattutto se (com’è possibile) l’opposizione non dovesse mettersi d’accordo neanche stavolta.

PINUCCIO COMPOSTO. Al momento è fuori dalla partita, ha lasciato la politica attiva nel 2018 ma non sono pochi quelli che si aspettano un rientro a sorpresa di uno dei protagonisti indiscussi della scena politica taorminese. Nell’ennesima campagna elettorale complicata del centrodestra, l’ex presidente del Consiglio comunale potrebbe riprendersi la scena e riprovare la scalata alla sindacatura.

CATENO DE LUCA. L’ex sindaco di Messina potrebbe essere il nome a sorpresa delle prossime elezioni. Si è candidato, intanto, alla presidenza della Regione Siciliana. Vuole fare il sindaco dei siciliani ma se a novembre non dovesse farcela a conquistare Palazzo d’Orleans, a quel punto potrebbe provare a rifarsi puntando alla sindacatura di Taormina.

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