HomePoliticaTaormina 2023: Cilona vuole fermare Bolognari con la mossa del cavallo

Taormina 2023: Cilona vuole fermare Bolognari con la mossa del cavallo

TAORMINA – Nella sfida politica per le elezioni del 2023 la ricandidatura di Mario Bolognari al momento è l’unico dato acquisito o quasi. L’opposizione, che da quattro anni fa una fatica pazzesca a riorganizzarsi, sta tentando infatti di trovare la quadra e la insegue proprio attorno al tentativo non troppo tacito di mettere in discussione la corsa dell’attuale sindaco.

In uno scenario nel quale potrebbe esserci la discesa in campo del guastafeste Cateno De Luca, e mentre si fa molto improbabile l’ipotesi del listone unico, l’opposizione pare intenzionata a puntare su Mauro Passalacqua. La convinzione acclarata su questo fronte è quella di complicare così i piani di Bolognari.

La candidatura di Passalacqua non soltanto toglierebbe a Bolognari un importante alleato nel suo perimetro politico ma, secondo qualcuno, potrebbe persino indurre il professore a fare ulteriori riflessioni sull’opportunità di riproporsi. E’ improbabile che Bolognari possa chiamarsi fuori dalla contesa, è più realistico invece immaginare che qualcuno possa seguire Passalacqua nel percorso di una candidatura a sindaco. Insomma, la strategia abbastanza chiara sembra essere quella di provare ad indebolire la candidatura di Bolognari.

E’ la mossa del cavallo in versione taorminese – parafrasando le trame renziane – e porta la firma di Salvo Cilona, l’ex vicesindaco ed ex assessore della Giunta Giardina, che non ha nessuna intenzione di guardare alla prospettiva di un listone guidato da Bolognari e che ormai più di un anno lavora per l’investitura di Passalacqua nella contesa per la futura sindacatura.

Cilona è convinto che i possibili o probabili nuovi contatti tra Bolognari e Passalacqua non andranno a cambiare la trama né quindi a scalfire la posizione presa dall’ex primario del Pronto Soccorso. Ma soprattutto Cilona ha già fatto sapere che non sosterrà mai la ricandidatura di Bolognari, chiudendo le porte a chi gli prospettava l’opportunità di un accordo con il professore proprio nell’ottica di una “fusione” tra i due schieramenti. Il motivo? Semplice, si chiama “dissesto”, quella scelta che secondo Cilona il professore non avrebbe mai dovuto fare e poi dichiarare il 21 luglio 2021.

Il 2 dicembre scorso c’è stata l’accelerazione sul progetto di una nuova piattaforma politica, guidata da Passalacqua, e quella data e quel comunicato tracciano, a questo punto, una linea di confine nel braccio di ferro per la sindacatura. Adesso rimane soltanto da capire quali alleati convergeranno sul percorso che si svilupperà sull’asse Passalacqua-Cilona, sia nell’ambito dell’opposizione sia tra le fila della maggioranza.

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