TAORMINA – In attesa della decisione di Mario Bolognari, l’altro Mario de “La Nostra Taormina”, D’Agostino, lavora per le Amministrative 2023 e si prepara a giocare la carta che potrebbe avere un peso non indifferente nelle dinamiche interne alla maggioranza e soprattutto nelle valutazioni che farà il Partito Democratico.
Se Bolognari si ricandida, a quel punto la maggioranza va sulla sua ricandidatura, il cerchio si chiude e il mosaico dell’attuale aggregazione di governo si compone. Se, invece, il sindaco sceglierà di fare un passo indietro, il pallino passerà nelle mani di Mario D’Agostino, che dovrà decidere a sua volta se rompere gli indugi e candidarsi a sindaco o se altrimenti immaginare un altro percorso e puntare nuovamente sulla presenza in campo della moglie Lucia Gaberscek, che ha comunque dimostrato di trovarsi a proprio agio nell’agone politico taorminese e sarebbe pronta a restare in campo.
I “se” rimangono tanti ma il tempo corre e D’Agostino, come detto, non vuole aspettare troppo e non ha nessuna intenzione di farsi trovare impreparato all’appuntamento con il voto. Sa che adesso il punto cruciale della questione diventa il Partito Democratico. Cosa farà il Pd? Il Pd spinge per la ricandidatura di Bolognari e se il proprio leader e candidato non dovesse ripresentarsi, dovrà fare altre scelte. D’Agostino lavora per convincere il Pd a puntare sul suo nome. All’interno dei dem c’è chi non è convinto di questa opzione e cerca altre alternative, pensa fuori dal perimetro del partito stesso a Francesca Gullotta o magari vorrebbe andare dritto su Graziella Longo, che sarebbe pronta pure lei al grande salto per la scalata alla sindacatura.
E allora Mario D’Agostino prova a sparigliare le carte con una mossa che potrebbe dare esiti preziosi. Il chirurgo taorminese punta sul legame forte con Sergio Cavallaro (i due qui insieme in uno scatto di Armando Vinciguerra) per fare breccia nei cuori del Pd. L’ex coordinatore del Partito Democratico è un volto stimato della politica taorminese che nei ragionamenti di casa Pd ha un ruolo riconosciuto ed ascoltato.
Cavallaro può essere considerato a pieno titolo uno di quelli che a Taormina avrebbe la faccia credibile e le capacità per proporsi nella corsa per la sindacatura e non si esclude neanche che il Partito Democratico, guidato dal coordinatore Filippo Patanè, magari possa decidere di sorprendere tutti con una mossa in questa direzione. Sin qui Cavallaro, dirigente responsabile dell’Are Amministrativa del Comune di Gaggi non ha mai palesato, tuttavia, questa ambizione (che pure sarebbe legittima, al contrario di tanti altri che a Taormina la mattina si svegliano troppo spesso con questo chiodo fisso).
Se Bolognari esce di scena (e al momento i segnali vanno decisamente nella direzione opposta), Cavallaro potrebbe, insomma, rappresentare una sponda politica importante per D’Agostino e diventare con la sua mediazione il passepartout per convincere il Pd a convergere su di lui. Se son rose fioriranno e le prossime settimane saranno già indicative per capire se davvero le porte del Pd inizieranno ad aprirsi sul nome di D’Agostino.


