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Rete sanitaria: Taormina “spettatrice” della conferenza con l’assessore. Ccpm “ricondotto” al Papardo

Le nubi sul futuro della sanità del territorio di Taormina non si diradano e l’ennesima conferma di un quadro che non sembra confortante arriva da una conferenza tenutasi giovedì mattina a Messina alla presenza dell’assessore regionale, Daniela Faraoni.

Cosi si legge in una nota della Città Metropolitana di Messina a conclusione della conferenza: “Si è tenuta stamane a Palazzo dei Leoni, con la partecipazione di 67 sindaci tra presenza in sala e collegamenti da remoto, la conferenza indetta dal sindaco metropolitano di Messina, Federico Basile, per approfondire la proposta della nuova rete sanitaria provinciale presentata dall’assessora regionale alla Salute, Daniela Faraoni”.

Quest’ultima – continua la nota – ha illustrato le direttive del piano di riorganizzazione, concepito in conformità con le disposizioni del decreto Balduzzi. L’intervento mira a uniformare le strutture territoriali e renderle coerenti con la nuova distribuzione demografica della Sicilia, che negli ultimi dieci anni ha registrato una riduzione del 10% della popolazione. L’intento è quello di realizzare un sistema sanitario più armonizzato tra presidi ospedalieri, servizi locali e strutture intermedie. Tra i principali punti affrontati nel corso degli interventi dei sindaci, in riferimento alla contrazione di 75 unità previste per la provincia di Messina, particolare attenzione è stata dedicata al reparto di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina, considerato un fiore all’occhiello dell’assistenza sanitaria del Sud Italia. Ne è stata richiesta la conferma nella sede attuale, anche se, a livello amministrativo, potrebbe essere ricondotto all’ospedale Papardo di Messina”.

“Interrogativi emergono anche dal comprensorio tirrenico, dove la chiusura del pronto soccorso del presidio di Barcellona Pozzo di Gotto ha sovraccaricato l’ospedale “Fogliani” di Milazzo, già fortemente sollecitato dal numero di accessi. I sindaci hanno richiesto non soltanto il mantenimento, ma anche il rafforzamento delle aree di emergenza, includendo l’attivazione della Stroke Unit all’interno della rete ospedaliera. Ulteriori segnalazioni provengono dalle realtà di Patti, Sant’Agata di Militello, Lipari e Mistretta, dove i tagli previsti potrebbero compromettere ulteriormente la qualità dell’assistenza, già minata da ostacoli strutturali e dalla carenza di personale sanitario”.

“Prendo nota delle segnalazioni pervenute nel corso del confronto odierno – ha affermato, come riporta la nota, l’assessora Faraoni – ma ci tengo a ribadire che si tratta di una riorganizzazione strategica finalizzata a rendere l’assistenza sanitaria più efficiente”.

“Il prossimo 23 luglio la proposta sarà esaminata dalla Commissione Sanità dell’ARS, dove potrà subire integrazioni prima dell’approvazione ufficiale, e successivamente sarà inoltrata al Ministero della Salute e al Ministero dell’Economia e delle Finanze. In chiusura, il sindaco metropolitano Federico Basile ha dichiarato: “Il confronto odierno è stato fondamentale per valorizzare il ruolo dei territori nella definizione delle strategie sanitarie regionali. La partecipazione attiva dei sindaci è il primo passo verso una rete sanitaria che risponda realmente alle esigenze dei cittadini, garantendo equità e accessibilità. È necessario trovare soluzioni condivise che mettano la salute al centro delle politiche pubbliche”.

Rete sanitaria provinciale 2 1

Basterebbe la foto sopra per rendersi conto che Taormina non è stata esattamente protagonista di questa conferenza. Tutto al più questo territorio, a quanto pare, ha assistito dalla platea. A questa riunione a Messina era assente, intanto, il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, che nelle stesse ore si trovava a Roma per altri impegni. Nel pubblico, a seguire la conferenza c’erano i sindaci di Letojanni (Alessandro Costa) e Castelmola (Orlando Russo), il vicesindaco di Taormina, Jonathan Sferra ed il presidente del Consiglio comunale, Pinuccio Composto. E già questo – diciamolo con estrema chiarezza – desta perplessità perché un incontro con l’assessore regionale alla Salute avrebbe dovuto vedere la presenza del sindaco e avrebbe dovuto anche vederlo seduto al tavolo dei relatori. Magari si poteva calendarizzare un’altra data per questa conferenza.

Sul Ccpm si va verso lo scenario che avevamo anticipato. “Ne è stata richiesta la conferma nella sede attuale, anche se, a livello amministrativo, potrebbe essere ricondotto all’ospedale Papardo di Messina”. In pratica, fallito il “blitz” per trasferire il reparto al Papardo di Messina, si va verso lo scenario di una conferma che tuttavia contemplerebbe una sinergia con il Papardo, che potrebbe mettere il “cappello” amministrativo sulla struttura. Una soluzione che, al netto del salvataggio del centro specialistico, è tutta da capire e decodificare.

I sindaci, o chi per loro, hanno espresso perplessità e valutato che in questa nuova rete sanitaria ci siano delle incongruenze. Ma se il buongiorno si vede del mattino è chiaro che non ci siamo. Il territorio di Messina, come sempre, si trova a dover inseguire per ottenere correttivi e strappare modifiche in extremis. Il problema non è l’assessore, che anzi a quanto risulta si è mostrata disponibile a valutare una rivisitazione di alcuni aspetti. Semmai il vulnus è l’approccio soft della politica di questo territorio a monte di tutto il percorso che porta poi alle decisioni.

Su Taormina si prevede qualche altra “contrazione”? Speriamo che non venga soppresso neanche un posto letto al San Vincenzo, anche perché prima ci sarebbero i 100 posti letto già tolti negli ultimi 10 anni a Taormina. Quelli ce li possiamo scordare? Qui sarà interessante capire come si muoverà De Luca, che ha parlato di “interessi forti in ambito regionale” e che – ribadiamolo – adesso dovrà decidere se ripescare la sua linea “garibaldina” dell’estate 2023 o se invece mantenere l’attuale profilo più istituzionale, tendente all’arrendevole, del 2025.

Il 14 luglio scorso il sindaco di Taormina ha dichiarato in Consiglio comunale: “Non sono nelle condizioni di far recuperare all’ospedale di Taormina 10 anni di disattenzione”. Il 24 giugno 2023 arringava la folla dichiarando “Vogliamo tutto quello che ci avete depredato in 10 anni”. Delle due l’una, e noi pensiamo che Taormina debba essere protagonista e incidere, fare capire in partenza che questo territorio merita rispetto. Ed è evidente che quella considerazione per Taormina non c’è stata in passato ma la situazione non è cambiata.

Taormina e il suo hinterland non possono essere spettatori che siedono in platea a una conferenza, aspettando di fare l’intervento e tanti saluti. E non ci sarà neanche da dire grazie per il salvataggio del Ccpm, che sta maturando – ripetiamolo – anche e soprattutto per la pressione “feroce” sulla politica scatenata dalle famiglie dei bambini.

E’ il momento di uscire allo scoperto e prendere una direzione chiara e netta, auspicando intanto che il sindaco De Luca voglia invitare l’assessore Faraone a venire a Taormina per discutere il futuro del San Vincenzo. Le dinamiche della sanità di Messina città e quella della tirrenica sono un’altra storia. Taormina non è periferia o contorno. Con buona pace di chi continua a spingere per le “nozze” tra il Ccpm e il “Papardo”.

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