HomeAttualità e CronacaLa "maledizione" della sindacatura di Taormina ha colpito ancora?

La “maledizione” della sindacatura di Taormina ha colpito ancora?

TAORMINA – Il malore che ha colpito Cateno De Luca neanche un mese dopo l’annuncio della sua candidatura a sindaco ha riporta d’attualità a Taormina le convinzioni di chi da tempo sostiene che fare il sindaco della città o anche volerci provare non sia una cosa che porta proprio bene, semmai diventa la premessa per incamminarsi verso una prospettiva decisamente sfortunata.

Forse o probabilmente siamo soltanto nella dimensione di quelle credenze popolari che si alimentano sul fatalismo spicciolo e in fondo non esistono riscontri che potranno mai dimostrare il contrario. Sarà soltanto suggestione eppure attorno al Palazzo dei Giurati c’è una lunga, e per alcuni versi impressionante, sequenza di episodi sfortunati. E’ un racconto che, a suo modo, corrobora la convinzione collettiva secondo cui per occupare la prima poltrona del Comune di Taormina bisogna prima dotarsi perlomeno di un amuleto.

Di solito si dice che due indizi fanno una prova, qui nella storia recente degli ultimi 30 anni gli indizi sono già almeno 6.

Alla fine degli Anni Ottanta, Taormina rimase orfana del suo sindaco più amato di sempre, quel Nicola Garipoli che scomparve prematuramente mentre era in carica.

Poi c’è stata la triste dipartita, nell’arco di un biennio, di altri due stimati politici taorminesi. All’inizio del 2006 scomparve prematuramente, a legislatura in corso, l’allora sindaco Aurelio Turiano e lo stesso amaro destino toccò nel novembre a Carmelantonio D’Agostino, che era diventato primo cittadino di Taormina poco più di un anno prima.

Successivamente tra il 2012 e il 2013, nella fase finale del proprio mandato di sindaco, dovette affrontare dei problemi di salute anche l’allora sindaco Mauro Passalacqua, che per fortuna poi si riprese ma decise di non ricandidarsi alle successive elezioni Comunali. In anni più recenti Passalacqua vincerà una sfida per la vita ancora più dura ed importante.

E poi nel gennaio 2015 fu colto da un improvviso malore e costretto al ricovero l’allora sindaco Eligio Giardina, che era stato eletto alla guida della città nella primavera del 2013. Anche lui si riprenderà bene e tornerà poco dopo alla piena attività ma, al termine del suo mandato, decise di non ripresentarsi e di lasciare (anche se non in via definitiva) la vita politica.

E adesso il “vulcanico” Cateno De Luca, che ha pure aveva retto i ritmi micidiali della campagna elettorale per le Regionali in cui aveva girato in lungo e in largo la Sicilia, ha annunciato la sua candidatura a sindaco di Taormina la sera del 26 settembre e, un mese dopo, la sera del 24 ottobre è stato trasportato in ospedale per un malore. E’ già tornato a casa qualche giorno dopo e si sta riprendendo, ma adesso dovrà affrontare un periodo di riposo.

Forse, anziché perdere tempo con le sedute spiritiche, a Taormina bisognerebbe fare un pienone di acqua santa per “bonificare” il palazzo. Di certo ce n’è abbastanza per suggerire una certa prudenza a tutti quei coraggiosi che da queste parti bramano la poltrona e da tempo si scannano per la candidatura a sindaco.

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