TAORMINA – Negli ultimi giorni, l’apparizione di una passerella galleggiante a Isola Bella ha acceso commenti, critiche e qualche fraintendimento di troppo.
Spesso (troppo) le notizie vengono diffuse senza fornire alla gente le necessarie spiegazioni di contesto. Conviene allora rimettere ordine. La pedana galleggiante, realizzata accanto all’istmo naturale che collega l’isolotto alla costa, è una struttura temporanea, necessaria a garantire l’accesso in sicurezza agli operatori impegnati nei lavori di ripristino sulla riserva naturale. L’area, infatti, è stata duramente colpita dalla violenta mareggiata provocata dal ciclone Harry, che ha compromesso l’equilibrio naturale dell’istmo, non ancora riformato.
I lavori dovrebbero durare circa un mese, al termine dei quali la struttura verrà rimossa. Una soluzione pratica, dunque, più che estetica, pensata per rispondere a un’esigenza immediata e non per ridisegnare uno dei paesaggi più iconici del Mediterraneo.
Semmai, la vera criticità emerge altrove. Ancora una volta, a far discutere è il tempismo degli interventi. L’avvio dei lavori a ridosso della stagione turistica espone inevitabilmente ogni scelta a una maggiore attenzione e a una più facile contestazione. Programmare queste operazioni nei mesi precedenti e con molta più rapidità, avrebbe probabilmente consentito di arrivare all’inizio della stagione turistica con la riserva già pronta e accessibile, evitando polemiche e disagi. E avrebbe risparmiato alle persone la vista di quella passerella decisamente anti-estetica.


