HomeEditorialiIl bollettino dei morti di caldo, l'informazione italiana ha scoperto che d'estate...

Il bollettino dei morti di caldo, l’informazione italiana ha scoperto che d’estate c’è il sole

Dal bollettino delle vittime del Covid a quello dei morti di caldo. L’informazione in Italia ormai è in caduta libera, da diversi anni e non da oggi. C’era una volta il giornalismo autorevole e serio e c’è adesso la comunicazione in crisi, la giostra mediatica del “pappagallismo” diffuso, quello del personalismo senza identità, in cui spesso e volentieri si inseriscono altre componenti che vanno dalla modesta caratura degli attori ai furbi che si imbucano nel sistema e magari ne abusano per calare qualche pacco all’utente.

Ed è di queste ore la nuova frontiera dello strapiombo all’italiana con il bollettino dei morti di caldo, in Italia e in Europa.

Eccolo il meteo della paura, con le temperature bollenti che diventano argomento quotidiano di personaggi che avvertono a ripetizione anziani e bambini, ricordando che sono loro i soggetti più a rischio, elencano città come fosse il campionato per lo scudetto del posto più torrido, monumenti che ieri venivano minacciati dai piccioli e ora rischiano di collassare per il caldo. Come se a Milano un’insegna da 150 tonnellate sia collassata per una questione di caldo e non per l’incuria di chi non ha fatto le manutenzioni che doveva e non ha garantito la necessaria sicurezza.

Dunque, l’informazione in Italia ha scoperto che d’estate fa caldo. Chi l’avrebbe mai pensato? Incredibile, roba da non crederci. Una notizia sensazionale che farebbe quasi sorridere se non ci fosse piangere. Il sole picchia come un fabbro e forse ha picchiato pure la testa di alcuni. E allora ecco che parte l’onda lunga del “becchinaggio d’afa”, una cronaca fatta delle storie di persone che sono state sopraffatte dal caldo.

Purtroppo alcune persone sono morte davvero in queste giornate calde, è un elemento oggettivo ma il punto è un altro: è un evento del tutto inedito, che non si era mai verificato prima? No. In passato faceva caldo e si arrivava a dove affrontare delle giornate di afa insostenibile con temperature roventi? Si. Negli anni scorsi si erano registrati decessi di vittime per il caldo? Sì. E la novità, in sostanza, dove sta? Da nessuna parte. O forse una novità c’è eccome. Ecco che si associano le morti del caldo al cambiamento climatico. Il discorso si allarga ed è di quelli destinati a dividere le correnti di pensiero. Legittima e rispettabile ogni posizione ovviamente.

“Le ondate di caldo possono essere letali. E il cambiamento climatico peggiora la situazione”, raccontava l’autorevole fonte del National Geographic già nel 2024, citando uno studio nel quale oltre un terzo di tutti i decessi dovuti al caldo a livello mondiale sarebbero da attribuire al cambiamento climatico. L’uomo, da decenni ormai, ha stuprato la Natura, ha fatto di tutto e di più, rendendosi autore materiale di danni inenarrabili con il suo essere avido, stupido, spregiudicato e assetato di conquiste personali.

Il 2024 è stato l’anno più caldo della Storia, le temperature hanno superato la soglia di +1,5 C° che provoca eventi estremi e danni agli ecosistemi. La politica annuncia di voler affrontare il tema e poi non decide nulla, litiga tra chi estremizza le previsioni green deal e chi se ne infischia. Da un eccesso all’altro, senza comprendere che non bisogna sottovalutare e non si deve neppure fare allarmismo, si ha il dovere di agire e fare qualcosa. La verità sta sempre nel mezzo e qui regna l’incapacità di fare sintesi e arrivare ad un punto strategico d’incontro e un orizzonte normativo in grado di contemperare gli opposti punti di vista. E in Italia siamo maestri nell’arte dell’estremizzazione che si traduce in uno scontro perenne su qualsiasi cosa.

Ma in attesa di un compromesso ragionevole da parte della politica e di chi ha ruoli e posizioni di responsabilità su scala globale, l’informazione faccia informazione. O almeno ci provi se ne è capace. Il cinema è un’altra cosa. E a chi serve il bollettino della paura? La gente lo sa che c’è il caldo e che bisogna difendersi. Nessuno lo scopre adesso.

Il 2024 sarà stato l’anno più caldo di sempre in Italia e in questa estate il trend potrà anche essere simile ma in passato non si scherzava e ci sono state stagioni estive caratterizzate da un’afa bestiale, che ha tormentato la popolazione e ha anche fatto vittime. Più o meno come oggi. Probabilmente la calura ha sciolto come un ghiacciolo la memoria dei soliti divulgatori a briglie sciolte di paura a chilometro zero. O magari quello che fanno il bollettino dei morti di caldo, ricordano tutto e, tuttavia, fanno gli smemorati. E’ una questione di casualità?

ARTICOLI CORRELATI

POTREBBE INTERESSARTI

SEGUICI SUI NOSTRI SOCIAL

35,880FansLike
14,200FollowersFollow