TAORMINA – L’inchiesta in corso a Palermo che sta toccando in termini importanti la Regione agita la Sicilia e l’eco dell’apprensione non risparmia neppure Taormina. Non si esclude che il vento della bufera possa approdare anche da queste parti, soffiando qui nell’ambito dell’indagine avviata dalla Procura di Palermo. D’altronde gli incroci tra Palermo e Taormina non mancano.
Gli inquirenti stanno lavorando in modo scrupoloso e hanno acceso i riflettori sulle modalità di assegnazione di contributi ad eventi, a società ed associazioni, concessi dalla Regione sotto diverse forme, in un quadro nel quale c’erano anche soggetti titolari di più società.
L’inchiesta coordinata dalla Procura di Palermo guidata dal dott. Maurizio De Lucia – magistrato rigoroso e apprezzato – va avanti con accertamenti in corso a 360 gradi. Al vaglio della magistratura le varie dinamiche, con le posizioni di chi aveva a vario titolo responsabilità circa l’assegnazione dei fondi ma anche i profili di chi poi queste risorse le riceveva. Quindi gli accertamenti della vicenda potrebbero aprire importanti scenari al di là delle figure politiche e fare luce allo stesso modo sul mondo degli interlocutori, il ruolo cioè degli attori esterni che si interfacciavano con i palazzi del potere.
C’è massima riservatezza sui contenuti dell’indagine e degli atti, al di là dei fatti già emersi in questi giorni e del clamore che ne è venuto fuori. Sotto la lente di ingrandimento ci sarebbero i contributi e le modalità di stanziamento e/o impiego. Si vedrà se poi gli accertamenti si focalizzeranno solo sugli affidamenti diretti o se il discorso si allargherà.
Gli interrogativi in attesa di una risposta sono tanti. Si dovrà fare luce sui requisiti dei soggetti poi beneficiari delle risorse stanziate dalla Regione. L’accesso ai fondi avveniva in assoluta trasparenza e linearità procedurale oppure c’erano soggetti che, senza avere i requisiti, si avvantaggiavano nell’ottenere le risorse disponibili? Rispetto alla platea dei beneficiari sono state osservati tutti gli opportuni criteri di legge, in fase di valutazione delle iniziative, anche in riferimento a quelle situazioni in cui – a quanto pare – si ripetevano, in differenti aree di intervento della Regione Siciliana, i nomi di medesimi destinatari che ricevevano con una certa frequenza dei finanziamenti tramite affidamenti diretti?
Tutto è avvenuto nel pieno rispetto della legge oppure emergeranno delle anomalie o eventuali irregolarità? Vedremo. La verità la stabilirà chi di competenza, la legge e gli organi preposti che stanno lavorando con grande impegno per ricostruire i fatti. Presunzione di innocenza totale e rispetto massimo per tutti, sconti a nessuno se qualcuno potrebbe invece aver sbagliato. La legalità non è punto di vista e neanche un “cambio merce”.


