Pasquale Linarello, il genetista che nel caso Garlasco già nel 2017 sosteneva di avere individuato, dalle analisi dei margini ungueali di Chiara Poggi, ha commentato a “Ignoto X”, su La7, la perizia eseguita ora su quel Dna dalla dott.ssa Denise Albani, genetista incaricata dal Tribunale di Pavia nell’ambito delle nuove indagini.
“La dott.ssa Albani – ha detto il dott. Linarello – è molto critica sulla procedura analitica adottata nel 2014. A suo tempo non ci fu comparazione, fu chiamato Stasi per fare la comparazione del Dna ma poi in udienza si disse che quel profilo non era affidabile per poterlo comparare. La dott.ssa Albani è molto cauta e fa una lunga premessa, dicendo che quel Dna non era identificabile ma poi lo interpreta e fa una comparazione e un calcolo biostatistico, esprime una valutazione. Seppure con mille riserve c’è una compatibilità con il Dna di Sempio, 12 su 16 regioni analizzati, mentre vengono esclusi Stasi e altri soggetti. Viene identificato non un singolo ma una famiglia in linea paterna”.
“Noi genetisti da 25 anni utilizziamo l’analisi del cromosoma Y per isolare il Dna maschile quando abbiamo tanto Dna femminile. O siamo matti e abbiamo usato l’analisi del cromosoma Y per ridurre la rosa di soggetti che possono aver commesso quel reato. E’ un dato tecnico, cristallizzato dalla dott.ssa Albani. Non vedo perché l’elaborato peritale da lei eseguito dovrebbe essere valutato come pari a zero”.


