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Garlasco, il cap. Cassese: “L’assassino si è accanito su Chiara con tanta violenza”

Gennaro Cassese, l’ex comandante dei carabinieri di Vigevano, che fu tra i primi a indagare sul delitto di Garlasco, è stato intervistato dal programma “Lo stato delle cose”, su Rai3, condotto da Massimo Giletti. Nell’occasione il capitano Cassese ha parlato di “segni di accanimento” sulla povera Chiara Poggi, evidenziando che l’assassino ha agito con una particolare violenza nei confronti della ragazza.

“Quando sono entrato in casa ho visto una scena difficile da dimenticare. Ho visto la scala con tutto quel sangue, che lasciava pensare che ci fosse stato uno scivolamento del corpo della ragazza nel tempo. C’è stato un accanimento con tantissima violenza, lo ha confermato l’autopsia. Una parte del cranio era completamente frantumata”, ha detto Cassese.

A Cassese è stato ricordato come in riferimento alla possibile arma del delitto si fosse ipotizzato l’utilizzo di una forbice, prima che arrivasse il martello a rondine: “Sono state fatte varie ipotesi sulla ferita alla tempia. Aveva una lesione di tipo circolare, piccola. Si era ipotizzato, quindi, l’utilizzo di una forbice. Io non un tecnico ma, per come in sede autoptica, ho visto la calotta cranica, ritengo altamente improbabile che una forbice possa ridurre come una calotta cranica”.

“Il foro? Aveva interessato solo i tessuti e poteva essere determinato da tante altre cose”, ha poi aggiunto Cassese, che ha parlato anche delle ferite sulle palpebre e le sopracciglia.

Il cap. Cassese ha ribadito che a suo avviso c’è stato “un accanimento da parte di chi ha commesso quell’omicidio su quella ragazza”.

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