La Procura di Pavia continua a indagare sul delitto di Garlasco e la svolta comincia ad avvicinarsi come forse non era mai accaduto sinora nei 18 anni trascorsi dalla morte di Chiara Poggi. Ma il vero enigma rimane non soltanto quello legato all’identità di chi ha commesso l’omicidio ma ancora prima il movente: perché Chiara è stata aggredita e uccisa con una simile cattiveria e perché il suo assassino si è accanito contro di lei con estrema brutalità? Domande che attendono una risposta da tanto, troppo, tempo.
Il legale di Alberto Stasi, Antonio De Rensis, ha parlato così ad Ore 14: “Non abbiamo alcuna prova che l’aggressione sia iniziata alle 9.12 (orario in cui è stato disattivato l’allarme, ndr). Chi dice che l’allarme viene staccato per far entrare qualcuno? Chiara non avrebbe mai aperto con il pigiamino a un estraneo per la sua serietà, per questo può avere aperto a qualcuno che conosceva o c’è stato un passpartout visivo, non necessariamente alla porta c’era Alberto. Secondo me era diventata un problema per qualcuno, penso che l’aggressione si sia svolta in un tempo superiore rispetto a quanto indicato nella sentenza di condanna, la perizia Testi parla di un omicidio fatto troppo di corsa”.


