TAORMINA – Il “caso monnezza” agita tra polemiche e proteste l’estate a Taormina. I residenti vanno all’attacco del sindaco Cateno De Luca perché conferire i rifiuti alle 01.30 è una gran rottura di co***ni e su questo non piove, ma lui tira dritto per la propria strada e non ha intenzione di cambiare la linea drastica. E’ uno scontro surreale quello che sta andando in scena a Ferragosto a Taormina, tra monnezza, multe e l’assedio ad attendati e pomicioni.
Il sindaco fa il bello e cattivo tempo incontrastato, perché accanto a lui ci sono i devoti cateniani e dall’altra parte, invece, ci sono i fantasmi di Mompracen. La maggioranza accompagna, come da copione, in religioso silenzio tutte le scorribande del sindaco fustigatore e le opposizioni in città non esistono e non le troverebbe neanche Chi l’ha Visto. Quelli che a Taormina studiano, sognano o si illudono di rappresentare l’alternativa a De Luca non sono in grado neanche di fare il solletico all’Imperatore del Nisi.
E allora eccolo il sindaco, con un consenso in paese che si affievolisce giorno dopo giorno, ora dopo ora, sotto il peso dei suoi eccessi monocratici e di una scarsa (anzi inesistente) propensione al dialogo, ma in fondo De Luca insiste e non è troppo preoccupato perché c’è sempre quel bonus da sfruttare di un’opposizione inesistente. I più acerrimi rivali di De Luca al momento sono soltanto quelli che sui social lo martellano di critiche, lo attaccano e lo aspettano al varco ad ogni respiro per dissentire dal suo operato. E’ l’unico vero campo di battaglia, terreno dove ogni giorno c’è una lotta all’ultimo post ed il tentativo quasi da libro cuore dei suoi contestatori di sostituirsi agli invisibili della politica locale. Gli anti-De Luca sui social sono i Forconi 2.0 che sfidano l’Imperatore del Nisi, sindaco e dominus attuale di Taormina, che se ne infischia di tutti e non si schioda dalle sue posizioni.
De Luca insiste, carica e picchia come un fabbro col suo tipico incedere vanesiano. A Ferragosto sente l’aria buona per alzare ancora di più la pressione su quegli “zozzoni” ed “evasori” dei taorminesi. Poco importa se magari tra quelli ci sono pure i suoi elettori. Il dissesto è finito e a Taormina è la stagione del Ducato. Il sindaco va allo scontro totale con i taorminesi. Li marca stretti e li catechizza, li bracca da vicino. Li multa, li esaspera e li mette alla gogna. Il comandante schiera il suo esercito sul territorio per la crociata della “monnezza”, tra blitz, controlli e un clima di paura confezionato ad arte.
De Luca ora si prepara per il gran gala della notte di Ferragosto, da consumare col rito sacro del megafono e l’accompagnamento di assessori e consiglieri in tenuta on the beach per la coreografia. Il sindaco è pronto ad intimare la resa a quelli che inquinano, dormono o pomiciano fuori orario in spiaggia. Rigorosamente in diretta social, urbi ed orbi.
Nel Ducato di Taormina è il momento di occuparsi degli attendati e di quelli dei falò, parentesi che si inquadra dentro l’estate della guerra del sonno. Un tema che fa scruscio e accende gli animi, un diversivo agostano perfetto, ideale, per non dover spostare l’attenzione generale delle vicende di Taormina alla stangata senza precedenti delle bollette di una Taormina dove si è passati dall’evasione di massa al gran recupero con abbuffata extra. Dal record di furbetti al primato della pressione tributaria, a suon di bollette a raffica che si stanno mangiando vivi i contribuenti, anziani e fasce deboli. Ora Here we go, alle 05.00, dalle spiagge di Taormina in onda il Friday night di Ferragosto 2025, col terzo atto della sfida tra il sindaco e gli zozzoni e i pomicioni. Alzate la mani e arrendetevi tutti.


