TAORMINA – Prosegue a Taormina lo scontro sull’ordinanza per il conferimento dei rifiuti. Sulla questione il Comitato “Diritto al sonno” ha replicato al sindaco Cateno De Luca, che a sua volta aveva lanciato una serie bordate all’indirizzo dei firmatari della petizione in cui si chiede l’orario attuale per la raccolta, fissato alle 01.30 di notte.
“Il sindaco – si legge in una nota del comitato dei residenti – ha dichiarato: “Mi auguro che chi sta rivendicando il proprio diritto al sonno non sia tra quel 65% degli utenti che ancora non hanno ritirato i mastelli per evitare di farsi monitorare, continuando quindi a conferire i rifiuti in violazione di legge”. Il problema sollevato dal Comitato non riguarda né il ritiro dei mastelli né eventuali conferimenti errati, ma esclusivamente l’orario di conferimento imposto dall’ordinanza (1:30- 5:00), che costringe i residenti a svegliarsi in piena notte per ben sette mesi all’anno, con gravi ripercussioni sul diritto al riposo. Ricordiamo che la consegna dei nuovi mastelli è ancora in corso e terminerà il 22 agosto 2025, come da avviso ufficiale dell’ASM. La distribuzione è iniziata il 10 luglio 2025, mentre l’ordinanza che chiediamo di rivedere è in vigore dal luglio 2024: i disagi che denunciamo esistono dunque da oltre un anno, molto prima che si parlasse di nuovi contenitori”.
“Il sindaco afferma: “Quando tutti gli utenti avranno i cinque mastelli cercheremo di modificare l’organizzazione…”. E noi ribadiamo che il servizio di raccolta rifiuti è un servizio pubblico essenziale, pagato dai cittadini, e deve essere organizzato in modo efficiente a prescindere dalla percentuale di utenti in possesso dei nuovi mastelli. Condizionare il miglioramento del servizio alla collaborazione preventiva di tutti i cittadini significa trasformare un diritto in un favore concesso”.
“Sempre De Luca – prosegue il comitato – ha inoltre dichiarato: “Solidarietà per il vostro sonno ma non vale più della mia faccia e dell’immagine di Taormina”. Il diritto alla quiete e al riposo notturno non può essere subordinato a condizioni o sacrificato per motivi di immagine. Il decoro di una città si misura anche dalla qualità della vita di chi vi risiede tutto l’anno, e l’attuale orario di conferimento nel centro storico non è compatibile con questo principio. Il Comitato ribadisce la propria disponibilità a un confronto civile e rispettoso delle istituzioni. Purtroppo, finora, alle nostre richieste sono arrivate solo risposte dai toni minacciosi e divisivi, quando invece servirebbero empatia e la volontà di trovare soluzioni condivise”.


