Dolce&Gabbana accelera il piano di riorganizzazione della maison simbolo della moda italiana nel mondo. Dopo l’insediamento di Alfonso Dolce, fratello di Domenico e attuale presidente e amministratore delegato, al vertice della multinazionale, adesso è arrivata un’altra mossa con Stefano Cantino che è stato indicato per il ruolo di Co-Ceo. “Sono felice di avere Stefano Cantino al mio fianco, in questa nuova fase di crescita e sviluppo”, ha evidenziato Alfonso Dolce, con il suo benvenuto ad un manager conosciuto e stimato nel panorama della moda internazionale.
Cantino, ex amministratore delegato di Gucci e ancora prima aveva impegnato nella comunicazione e nel marketing di Prada e Louis Vuitton, affiancherà Alfonso Dolce in quello che a tutti gli effetti si tradurrà nel nuovo corso di DG dopo le dimissioni di Stefano Gabbana (uno dei due fondatori della maison con Domenico Dolce), che ha lasciato le cariche nelle società Dolce & Gabbana Holding Srl, Dolce & Gabbana Trademarks Srl e Dolce & Gabbana Srl.
La società si starebbe preparando a negoziare con le banche una ristrutturazione di circa 450 milioni di euro di debito, con la richiesta di nuovi fondi fino a 150 milioni, secondo quanto anticipato da Bloomberg. Sul tavolo ci sono diverse opzioni strategiche, tra le quali la possibile cessione di asset immobiliari e il rinnovo di licenze per rafforzare la liquidità. Di certo DG ritiene di avere tutte le carte in regola per superare le criticità concernenti il debito.
“È per me un onore entrare a far parte della Dolce&Gabbana che rappresenta in maniera straordinaria l’eccellenza italiana nel mondo”, ha dichiarato il neo Co-CEO, Cantino. Una nota diffusa dal gruppo ha chiarito e sottolineato l’obiettivo strategico di questa nomina: Cantino è stato chiamato a guidare il percorso di evoluzione del modello organizzativo per trasformare Dolce&Gabbana da puro “Brand Fashion” a vera e propria “Azienda di Lifestyle”, consolidando le recenti aperture verso i settori della casa (Home) e del Beauty. In buona sostanza la mission sarà quella di diversificare e allargare il business ad ambiti oggi più produttivi della moda per alzare i fatturati.
La maison ha rimarcato, in particolare, che il passo indietro di Stefani Gabbana “non ha alcuna influenza sulle attività creative”, confermando la forza e la solidità del binomio stilistico tra Domenico Dolce e Stefano Gabbana, che dal 1985 ad ora ha conquistato e affascinato il mondo. I due, fianco a fianco, insomma, continueranno a disegnare le collezioni,
Nonostante le attuali sfide finanziarie e le complesse manovre di riassetto societario, il vero patrimonio immateriale di Dolce&Gabbana risiede nella straordinaria e immutata forza del suo brand a livello globale. La maison continua a esercitare un fascino magnetico sui mercati internazionali, posizionandosi come uno dei simboli più puri e riconoscibili del lusso “Made in Italy”. DG, tra l’altro, sta lavorando a progetti di rilievo tra i quali anche quello in atto a Taormina, dove la società, dopo aver rilevato a suo tempo la gestione dello storico “Mocambo” in Corso Umberto, sta adesso ristruttarando il complesso sovrastante che si affaccia su piazza IX Aprile e la baia di Villagonia-Naxos, con un progetto di particolare ambizione e fascino.
Il posizionamento ad alto livello di DG non è legato soltanto alla qualità manifatturiera, ma alla capacità unica del brand di evocare un immaginario collettivo fatto di calore mediterraneo, artigianalità e radici culturali profonde, in linea con il fascino delle tradizioni. Elementi distintivi che il pubblico di tutto il mondo continua a desiderare e a premiare.
La stabilità di questa reputazione internazionale rappresenta la leva principale su cui la nuova dirigenza può fare affidamento per guidare il rilancio. Il potere attrattivo di Dolce&Gabbana garantisce una base consolidata di clienti storici e una platea di nuove generazioni di acquirenti globali fortemente fidelizzati. Un valore che protegge il business dalle fluttuazioni congiunturali. È proprio questa solida dote di credibilità e prestigio globale che permette al gruppo di guardare al futuro con fiducia, offrendo ampie garanzie ai partner commerciali e agli istituti finanziari coinvolti nel piano di rafforzamento della liquidità.


