TAORMINA – Cateno De Luca annuncia il “passo indietro” sulla candidatura alla presidenza della Regione e apre al centrodestra. La nuova fase del leader di Sud chiama Nord archivia la stagione delle corse solitarie, uno contro tutti, ma si traduce anche in uno spartiacque politico per Taormina, dove il parlamentare di Fiumedinisi è sindaco dal 29 maggio 2023.
Non è un mistero che De Luca abbia da sempre inseguito il sogno di diventare presidente della Regione e guai a pensare che abbia rinunciato all’obiettivo, probabilmente ha deciso di rimandare l’appuntamento. Non è un segreto nemmeno che De Luca abbia già perso da un pò le motivazioni della sua sindacatura a Taormina e al tramonto dell’estate è di nuovo svanita l’aspettativa o l’illusione (fate voi) di una sua presenza più assidua in città, ormai torna al palazzo una tantum e ha lasciato la scena fisica al suo “cerchio magico”. Rimane saldamente al timone ma a distanza, essendosi proiettato nel mentre in altre sfide. Di acqua ne è passata sotto i ponti, da Monza alle Europee, passando per il braccio di ferro con la sinistra che ha detto no al corteggiamento di Scateno e in Sicilia ha deciso di continuare a perdere da sola, senza neanche apparentarsi con ScN. E il futuro potrebbe portare, a quanto pare, De Luca alle “seconde nozze” con il centrodestra.
E se davvero De Luca deciderà di tornare nel centrodestra siciliano e mettere da parte la corsa alla presidenza (attenzione al “se”), di riflesso cambierà anche una prospettiva che sembrava scontata a Taormina.
Sino a questo momento, De Luca si era proiettato verso una road map che lo avrebbe portato a correre per la presidenza e quindi a dimettersi anzitempo da sindaco di Taormina, come avvenne a Messina, anzitempo rispetto alla scadenza naturale del suo mandato. E se a Messina le dimissioni vennero date a febbraio del 2022 e poi si andò al voto a settembre dello stesso anno, nel caso di Taormina l’intenzione era quella di concentrarsi interamente sulla sfida palermitana per la presidenza con un anno di anticipo. Un percorso (abortito sul nascere) che sarebbe potuto o dovuto passare anche attraverso l’idea di primarie di coalizione con la sinistra, da indire 12 mesi prima del voto. Cosi voleva o sperava De Luca, così non è stato. E allora ecco lo “sfanculamento” pubblico alla sinistra e l’apertura di un ritorno nel centrodestra (la profezia di TN24….).
A Taormina si è votato nel 2023 e si dovrebbe tornare alle urne nel 2028, il grande obiettivo palermitano di De Luca aveva già proiettato la città verso le future elezioni con largo anticipo, nel 2027, se non persino prima. Questa prospettiva, ben delineata, aveva ringalluzzito la politica taorminese, uscita con le ossa rotte dalle elezioni di un anno fa. Gli avversari di De Luca, tonificati dal profumo di un’alba da Lazzaro, avevano già ordinato il caviale e messo lo spumante in frigo, aspettando il giorno della liberazione con l’uscita di scena del “tiranno” Scateno dal palazzo municipale. Le opposizioni avevano già interiorizzato che si avvicinava l’ora della rivincita, i redivivi sherpa di quartiere avevano dato inizio alle riunioni verso il conclave paesano. Si studiava e ci si organizzava, insomma, sul modo migliore per riconsegnare la città a De Luca & company per altri 5 anni. Il tutto passando da articolati confronti preliminari ad alto quoziente strategico che abbozzavano le trame più incoraggianti, simil modello di una fiction turca, rigorosamente scandite dal mantra di Savastano-memoria: “Mo ce ripigliamm’ tutt’ chell che è ‘o nuost”.
Adesso ecco che deflagra la novità dell’ottobrata deluchiana. “Faccio un passo indietro e sono pronto a fare il numero 2 di una coalizione, nel nuovo centrodestra. Non sono innamorato del mio sogno di diventare presidente della Regione“. L’annuncio di De Luca sul momento ha innescato un godimento conclamato nel fronte anti-deluchiano. Un friccico nel cuore ha colto i nemici dell’imperatore delle Due Sicilie nel vedere che il nemico rinuncia (forse) al tanto agognato obiettivo dichiarato. Poi, però, a ben pensare qualcuno ha realizzato l’amara equazione che ne consegue: niente corsa alla presidenza a Palermo, niente dimissioni anticipate a Taormina. Insomma, se De Luca non si candida alla presidenza della Regione, da qui non se ne andrà in fretta e viene meno la certezza che si dimetterà in anticipo da sindaco di Taormina. Il sindaco potrebbe concludere la sua legislatura a scadenza naturale. Così la dice lunga la sferzante riflessione serale di ex amministratore, apparsa ieri una chat politica, che sintetizza il sentimento degli oppositori tauromeniti di Scateno: “Pazienza, vorrà dire che Cateno non si dimette e saremo amministrati da Massimo Brocato per altri quattro anni”.
Gelo siberiano nei bar e nei salotti anti-deluchiani della Perla dello Ionio. Arriva la CNN ma qui c’è un problema a Houston. Il conclave è rimandato. E ora chi lo racconta agli eterni (auto)inseguitori della fascia?


