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Caso Samperi, la famiglia del 46enne di Taormina si affida al super tecnico del giallo di Garlasco

TAORMINA – Il gip Tiziana Leanza dice no all’archiviazione dell’indagine sulla morte di Rosario Samperi e ora scattano nuovi accertamenti. Dai tabulati telefonici all’ora del decesso e la posizione del corpo, la famiglia della vittima vuole la verità e che si faccia chiarezza in via definitiva sulla tragica fine del 46enne di Taormina ritrovato senza vita il 17 agosto 2023 sotto il ponte Petrolo, tra Gaggi e Graniti.

Da qui in poi nuovi approfondimenti su telefono, sull’ora del decesso ed in merito alla posizione del corpo. La famiglia, sulla base di dati medico/scientifici forniti dai consulenti, dott. Antonio Messina, dott. Marzio Massimiliano Capra coadiuvati dall’investigatore Matteo Righini e dall’Avv. Gianmario Sposito è convinta che Rosario Samperi non si sia suicidato ma che questo sia un caso di morte violenta. Un omicidio insomma, con successiva messa in scena per depistare le indagini.

Nel team a cui si è affidata la famiglia Samperi per venire a capo di questo mistero e fare giustizia sull’amore destino di Rosario c’è anche un famoso genetista, professionista molto stimato e anche noto agli italiani.

Il dott. Marzio Massimiliano Capra ha affrontato in prima linea uno dei casi più sconvolgenti e misteriosi della cronaca nera degli ultimi decenni, che proprio in questa fase è tornato di stretta attualità e tiene nuovamente banco: ovvero il delitto di Garlasco, la morte di Chiara Poggi.

Il caso Poggi è una vicenda che si è avviata verso una nuova indagine dopo i tre gradi di giudizio che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi, al momento riconosciuto unico colpevole del delitto. E in questa battaglia infinita di perizie e controperizie tra i massimi esperti italiani c’è il dott. Capra, biologo e genetista forense, già Ufficiale dei Carabinieri e Vicecomandante del Ris di Parma. Capra è specializzato nell’attività di sopralluogo sulla scena del crimine, acquisizione di reperti e tracce e analisi di laboratorio.

Proprio il dott. Capra ha esaminato i vestiti di Rosario Samperi e le larve rinvenute sul suo corpo e la cui dimensione inquadrerebbe il decesso 3 o 4 giorni prima rispetto a quel tragico 17 agosto 2023. Una valutazione che, se confermata, rimetterebbe completamente in discussione il quadro sinora emerso sulla dinamica della morte di Samperi.

“Questo è un caso che presenta più di un’anomalia – ha affermato l’avvocato Gianmario Sposito, del Foro di Napoli, che assiste la famiglia Samperi – Riteniamo che Rosario Samperi sia stato ucciso 3 o 4 giorni prima del 17 agosto del 2023. E che sia stato portato lì da qualcuno. Ci sono prove e dati oggettivi inconfutabili. Come le larve sul cadavere che sono state rilevate anche dal medico dell’Asp e la cui grandezza consentirebbe di stabilire la data della morte che sarebbe antecedente al giorno del ritrovamento”.

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