TAORMINA – Possibile svolta all’orizzonte nel giallo della morte di Rosario Samperi, il 46enne di Taormina, trovato morto il 17 agosto del 2023 sotto il ponte Petrolo, nella Valle dell’Alcantara, tra Gaggi e Graniti. Il Gip Tiziana Leanza ha detto no alla richiesta di archiviazione del caso che era stata avanzata dalla Procura della Repubblica di Messina, e adesso dovranno essere eseguiti nuovi approfondimenti per capire a quale destino sia andato incontro Samperi.
La famiglia ha sempre respinto la pista del suicidio e non ha dubbi nel ritenere che l’uomo sia stato invece ucciso, ipotizzando che il delitto sarebbe avvenuto in altri luoghi e che poi ci sarebbe stata una messa in scena da parte degli autori materiali della morte violenta di Samperi. I familiari si erano già opposti ad una prima richiesta di archiviazione, poi annullata per vizi formali, poiché il provvedimento era stato emesso senza una corretta notifica dell’intenzione di chiudere l’inchiesta alle parti offese.
Ora le indagini rimangono aperte ed il Pm dovrà porre in essere ulteriori verifiche, con una ricostruzione in particolare delle ultime ore di vita di Samperi, attraverso i tabulati telefonici e le celle di aggancio. Lo stesso vale per la posizione del cadavere di Samperi, trovato ai piedi del viadotto.
Questi ed altri elementi vengono ritenuti di particolare rilevanza dal detective privato Matteo Righini, che ha affiancato la difesa nelle sue indagini parallele. Nei prossimi giorni saranno ascoltati i consulenti tecnici della Procura, chiamati a rivedere le proprie valutazioni su orario della morte e dinamica della presunta caduta. Oltre al detective Righini
la famiglia di Samperi ha deciso di avvalersi della consulenza del dott. Antonio Messina e del dott. Marzio Massimiliano Capra, noto e stimato genetista forense a cui tra l’altro si è rivolta da tempo la famiglia di Chiara Poggi. Proprio il dott. Capra ha esaminato i vestiti di Rosario Samperi e le larve rinvenute sul suo corpo e la cui dimensione inquadrerebbe il decesso 3 o 4 giorni prima rispetto a quel tragico 17 agosto.
“Questo è un caso che presenta più di un’anomalia – ha affermato l’avvocato Gianmario Sposito, del Foro di Napoli, che assiste la famiglia – Riteniamo che Rosario Samperi sia stato ucciso 3 o 4 giorni prima del 17 agosto del 2023. E che sia stato portato lì da qualcuno. Ci sono prove e dati oggettivi inconfutabili. Come le larve sul cadavere che sono state rilevate anche dal medico dell’Asp e la cui grandezza consentirebbe di stabilire la data della morte che sarebbe antecedente al giorno del ritrovamento”.
Rosario Samperi, alto 1,87 metri e con un peso superiore ai cento chili, giaceva a faccia in giù al momento del ritrovamento del suo cadavere. Eppure, il volto risultava integro, senza alcuna frattura a naso o denti (dato questo corroborato in esame autoptico. “Dopo un volo di quasi 14 metri – ha osservato l’avvocato Sposito – è impossibile che non si verifichino danni evidenti al viso. Come si spiega quell’assenza di ferite sul volto e l’arcata dentaria incredibilmente intatta? E come spiegare che il corpo fu ritrovato a 5 metri rispetto alla verticale del presunto punto di caduta. È impossibile che Rosario si sia lanciato da quel ponte di un’altezza di ben 14 metri. Avrebbe dovuto prendere una rincorsa alla Usain Bolt per atterrare a 5 metri di distanza. Ma il povero Rosario non era uno sportivo e pesava più di 100 chili”.
I familiari della vittima vorrebbero l’esumazione del corpo al fine di ottenere l’esecuzione di una TAC in grado di rilevare eventuali lesioni compatibili con un’aggressione. Secondo la loro ricostruzione, Samperi potrebbe essere stato ucciso 3/4 giorni prima rispetto alla data ufficiale del ritrovamento: “Samperi è stato trovato a faccia in giù – spiega il legale – Ma il suo volto era integro. Così come il suo naso e i suoi denti. Dopo un volo di quasi 14 metri è impossibile non riportare traumi facciali”. E sulla Tac post-mortem: “È un accertamento essenziale – ha spiegato Sposito –. Potrebbe dirci se Rosario è rimasto in agonia prima della morte e offrire risposte che finora sono mancate”.
Rosario Samperi potrebbe aver visto qualcuno o forse sapeva qualcosa che gli è costato poi la vita? Dietro a questo giallo c’è un segreto rivelatosi “fatale” per il 46enne taorminese? La famiglia non si arrende e spera di arrivare ad una verità che faccia piena luce sulla morte di Rosario.


