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Carmen a Taormina: tuoni e fulmini di De Luca ma nel ricorso al Tar il Comune dov’era?

TAORMINA – Repetita iuvant dicevano i latini e a Taormina l’espressione è decisamente calzante nello scontro in atto tra il Comune di Taormina e Sicilia Classica Festival. Magari potrebbe essere più corretto parlare di uno scontro che è soprattutto mediatico o forse è un pò uno scontro-non scontro. E vi spieghiamo il perché.

Il 24 agosto scorso era andata in scena l’opera Aida al Teatro Antico e ne erano poi scaturite roventi polemiche per l’avvio ritardato dello spettacolo. Il giorno dopo era arrivata una dura presa di posizione del sindaco Cateno De Luca, che in un lungo post aveva scritto, in particolare, “Ci scusiamo con il mondo intero“. Poi una serie di valutazioni critiche del primo cittadino e le contestazioni agli organizzatori. E sul punto abbiamo rivelato che nella ricostruzione dei fatti mancava un pezzo della storia. Da una parte c’è stato l’attacco agli organizzatori da parte di De Luca ma allo stesso tempo c’era stata una costruttiva interlocuzione tra il Comune, e quindi l’attuale Amministrazione, e Sicilia Classica Festival che partiva da lontano ed era iniziata già nell’estate 2023 e aveva già riguardato, ad esempio, anche il cartellone eventi al Palacongressi dello scorso inverno, realizzato dall’associazione in collaborazione con il Comune.

Inoltre, il direttore artistico di Sicilia Classica Festival è un rispettabile professionista, il maestro Nuccio Anselmo, che oltre ai suoi vari impegni nel campo musicale è anche una persona attiva in politica. Anselmo – ricordiamo – in anni recenti ha ricoperto anche il ruolo di coordinatore comunale di Sud chiama Nord a Cinisi. E Sud chiama Nord è il movimento fondato da Cateno De Luca. Poi non conosciamo le successive dinamiche politiche ma sino ad un certo punto, insomma, c’è stata una collaborazione istituzionale e il sindaco aveva anche reso noto il suo apprezzamento per l’operato del direttore Anselmo e per Sicilia Classica Festival.

Andiamo avanti. Nel suo post del 25 agosto scorso, De Luca evidenziava: “Ho chiesto al direttore del Parco Archeologico la revoca immediata della concessione già rilasciata per il prossimo 13 settembre, quando era in programma “Carmen”, sempre organizzato dalla stessa Associazione“. Poi, come si sa, l’opera è andata in scena facendo seguito ad un ricorso al Tar che, con apposito decreto cautelare, ha dato ragione all’Associazione Sicilia Classica Festival rispetto ad una nota con la quale il Parco Archeologico Naxos-Taormina aveva disposto la “revoca” della “concessione d’uso del 15.07.2025 relativamente all’evento previsto in data 13 settembre, con applicazione dell’art. 21 quinquies legge 7 agosto 1990 n. 241”. Il Tar, nell’occasione ha accolto l’istanza di misure cautelari monocratiche presentata da Francesco Ciprì, presidente dell’associazione, tramite l’avvocato Massimiliano Valenza, e, per l’effetto, ha sospeso gli effetti del provvedimento del Parco Archeologico Naxos Taormina, fissando per la trattazione collegiale dell’istanza cautelare la camera di consiglio del 1° ottobre 2025, in una data insomma nella quale l’evento è già avvenuto ed è stato messo in scena nella predetta data del 13 settembre scorso.

Per il giudice “sembrano fondate le seguenti censure”: “la dedotta violazione del principio di proporzionalità, in quanto non vengono in considerazione inadempienze di tale gravità da rendere recessivo l’interesse del concessionario alla prosecuzione del rapporto rispetto a quello della Pubblica Amministrazione alla riacquisizione del possesso del bene”; “la contestata inadempienza al principio di leale collaborazione, in quanto non risulta che l’Amministrazione abbia tempestivamente contestato le violazioni della convenzione e messo la concessionaria nelle condizioni di “regolarizzare” la propria posizione per evitare l’immediata cessazione del rapporto”.

Ieri è arrivato un nuovo post, anche questo abbastanza pesante, del sindaco di Taormina nei confronti sempre degli organizzatori della Carmen, che sono gli stessi dell’Aida.

De Luca post 02

Questo è il post del sindaco De Luca del 16 settembre 2025, con il sindaco che fa sapere di voler portare la questione in tribunale.

Dentro questa vicenda tutto è corretto e ineccepibile sul piano degli atti formali e delle relative condotte, tutto è legittimo da una parte e dall’altra, ed il Comune, evidentemente, ha piena facoltà di fare le proprie valutazioni rispetto a come si è mosso prima, nella fase cioè prolungata del dialogo e delle decisioni sulle 5 giornate al mese in cui l’ente può disporre del Teatro Antico, e lo stesso vale su come intende agire adesso rispetto invece ad un eventuale contenzioso. Allo stesso modo Sicilia Classica Festival a sua volta, ha tutelata la propria posizione, è andata al Tar, ha il diritto di difendersi dagli attacchi e ha inteso dichiarare la correttezza del proprio operato rilevando di aver avuto l’esito del Tar tre giorni prima di andare in scena con la Carmen, con poco tempo per la preparazione dell’opera, ed aggiungendo che “non fare lo spettacolo” avrebbe determinato “un’ulteriore perdita“.

Ed ecco quel che però non si comprende in tutta questa storia. L’8settembre 2025 la Terza Sezione del Tar di Catania, con decreto del presidente Aurora Lento, si pronuncia sul ricorso di Sicilia Classica Festival per lo spettacolo “Carmen” previsto il 13 settembre 2025 al Teatro Antico. Nel decreto cautelare in oggetto si richiama una “nota del 25 agosto 2025 con cui il Comune di Taormina ha formulato delle contestazioni nei confronti dell’Associazione odierna ricorrente”, formalizzata cioè nella stessa data in cui il sindaco De Luca aveva postato la sua dura presa di posizione di posizione su Aida e nei confronti di Sicilia Classica Festival.

La ricorrente ha chiesto l’annullamento previa sospensione dell’efficacia della revoca della concessione (del Teatro Antico, ndr) da parte del Parco archeologico di Naxos-Taormina. Attenzione a questo passaggio. Il ricorso è stato presentato – così si legge nel decreto – contro Assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana – Dipartimento dei beni culturali e dell’identità siciliana – Parco archeologico Naxos-Taormina – Soprintendenza dei beni culturali e ambientali di Messina e Comune di Taormina, non costituiti in giudizio.

Quindi, non entriamo nel merito su tutte le polemiche per Aida e Carmen e lasciamo ad altri tutta la bagarre sul caso. Ma una cosa è incontrovertibile e va rimarcata: Sicilia Classica Festival, piaccia o non piaccia quel che è stato proposto al Teatro e al di là di come sono andate le cose sul piano artistico, ha messo in scena la Carmen per effetto di una decisione del Tar che le ha dato ragione e ogni sentenza si rispetta. Tanto più all’esito di un ricorso verso il quale non c’è stata una controparte. Oggi divampa la contesa mediatica ma al Tar non si è registrata alcuna opposizione e le parti avverse all’organizzazione dell’opera risultano “non costituiti in giudizio”.

Morale della favola, tuoni e fulmini dal Comune di Taormina contro l’organizzazione di Carmen ma poi il Comune di Taormina non è andato oltre i due post social del sindaco (25 agosto e 16 settembre) e una lettera al Parco di Naxos del 25 agosto. La casa municipale non si è costituita in giudizio sulla concessione del Teatro per la Carmen. Il Comune contesta il privato ma poi nel relativo giudizio al Tar il Comune ha scelto di non esserci: non è un controsenso? Come si spiega questa scelta?

E allora forse anche nel recente post di De Luca manca un passaggio importanza, a completezza dei fatti. “Il Tar Catania ha annullato il nostro provvedimento consentendo a questa associazione di profanare il Teatro Antico di Taormina“, scrive il sindaco. Ma nel ricorso degli organizzatori della Carmen – aggiungiamo noi – il Comune di Taormina non si è costituto in giudizio. Perché? Boh. Forse il Comune era troppo distratto dalla “guerra della monnezza”.

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