Perchè l’esercito russo insiste nel suo assedio all’acciaieria di Azovstal? Dentro ci sono soltanto gli uomini del battaglione Azov, che da Mosca continuano a ritenere “un simbolo nazista” dell’Ucraina e che per questo cercano in ogni modo di costringere alla resa per poi esibirli (e in altri casi ucciderli) come “trofeo di guerra” agli occhi del mondo? Oppure in quel bunker pieno di cunicoli c’è anche qualcun altro? Una teoria a sorpresa si fa spazio e dare voce a questa possibilità ci ha pensato Marc Innaro, corrispondente da Mosca del Tg1, che lo dichiara nel corso della sua nella puntata di Agorà in onda oggi, sabato 14 maggio, su Rai 3.
Innaro anticipa che già nelle prossime ore ci sarà un’altra telefonata tra il capo di stato maggiore russo, Valerij Gerasimov, e il suo omologo americano, sempre su iniziativa di Washington: “È un dettaglio di non poco conto. Come la telefonata tra il cancelliere tedesco Scholz e Vladimir Putin”, telefonata che potrebbe essere interpretata come un primo segnale circa lo sblocco della situazione del grano fermo sui container ad Odessa.
Ma è qui che il corrispondente Rai, nel racconto della situazione alla fonderia Azovstal, a Mariupol, assediata dai russi e dove si troverebbero ancora 1.500 soldati del battaglione Azov, riferisce la sua convinzione, che sarebbe suffragata da indiscrezioni e fonti che avrebbero riferito tale circostanza. “Ci sarebbero mercenari stranieri e rappresentanti di Paesi della Nato come consiglieri e istruttori. Si parla di francesi, polacchi, inglesi e croati”.
Non a caso, intanto, arrivano anche le parole di Iryna Vereshchuk , vicepremier ucraina e vicina quindi al presidente Volodymyr Zelensky, che per i civili e i combattenti di Azovstal confida nell’intervento delle organizzazioni umanitarie e dice che lei, comunque, prova a chiedere anche di loro ogni volta che si occupa di uno scambio di prigionieri. Proseguono, quindi, i tentativi di arrivare ad una mediazione e spezzare l’assedio della fonderia.
Il timore sarebbe, insomma, che se davvero venisse confermata la presenza di rappresentanti della Nato nell’acciaieria, a quel punto si avrebbe un’ulteriore conferma del sostegno Nato all’Ucraina e la Russia potrebbe allargare il conflitto con delle conseguenze imprevedibili.


