TAORMINA – L’ospedale di Taormina continua a perdere posti nell’indifferenza della politica locale e comprensoriale.
La sforbiciata stavolta è scattata in Cardiologia, per l’UTIC, l’unità di Terapia Intensiva Cardiologica. “Stante l’attuale criticità di risorse infermieristiche presenti – si legge in una nota della direzione medica del presidio – al fine di assicurare un’adeguata garanzia assistenziale ai degenti, si comunica che, con decorrenza immediata, i posti letto di questa unità operativa saranno ridotti a 6 e i posti letto di Utic a 3. Sarà cura della direzione comunicare l’avvenuto ripristino dei regolari posti letto”. E’ scattata, insomma, dal 1 giugno scorso una riduzione di 3 posti letto e il provvedimento diventa una soluzione d’emergenza a fronte della carenza di organico in Cardiologia, rappresentata anche di recente dal direttore del reparto, il dott. Ludovico Vasquez.
Al momento, in sostanza, rispetto alle previsioni della pianta organica, mancherebbe il 40% dei medici previsti ed il 30% degli infermieri. Ciò rischia di determinare l’impossibilità di concedere le ferie al personale.
Vale la pena ricordare che in Cardiologia si eseguono una lunga serie di procedure complesse, essenziali per il trattamento dei pazienti: ablazioni transcatetere di aritmie complesse, impianti di pacemaker e defibrillatori, coronarografie e procedure di interventistica endocavitaria strutturale, come ad esempio la chiusura percutanea dei difetti interatriali e chiusura di auricola sinistra.
La Cardiologia di Taormina nel 2021 ha fatto registrare numeri di rilievo che confermano l’indubbia importanza di questo reparto e la necessità che possa essere potenziato. Lo scorso anno si sono contati oltre 1300 ricoveri tra UTIC e Degenza, 260 impianti di pacemaker e defibrillatori, 171 procedure di elettrofisiologia, 562 esami coronarografici, 359 impianti di stent coronarici, 50 procedure di interventistica strutturale. E i problemi investono anche le strumemtazione: il vecchio monitoraggio UTIC non è più funzionante e la nuova UTIC è stata acquistata a suo tempo (circa un anno fa) e si attende che venga effettuato il montaggio. In particolare servirebbero i pensili per il montaggio del monitor. Servirebbero, inoltre, ecocardiografi, holter ECG e pressorio e cicloergometro.
Eppure si tratta di un reparto che andrebbe difeso e sostenuto dall’intero comprensorio, che invece – ancora una volta – assiste a braccia conserte (per poi lamentarsi a danno avvenuto) alla sostanziale liquefazione di intere unità del San Vincenzo, un ospedale che ha un grande bacino di utenza ma sembra decisamente avere pochi santi in Paradiso.


