GIARDINI – “La gestione dei tributi a Giardini andrebbe decisamente ripensata. Non si può più pensare di gravare i cittadini di continui aumenti e poi nascondersi puntualmente dietro l’alibi del piano di riequilibrio”. Lo afferma la consigliera di opposizione, Simona Fichera che così prende posizione sulla situazione riguardante l’imposizione dei tributi nella seconda stazione turistica siciliana e non risparmia critiche ai vertici di Palazzo dei Naxioti.
“Nelle scorse ore ho espresso in Consiglio comunale delle forti perplessità riguardo il regolamento per la disciplina della Tassa sui rifiuti (Tari). Ma soprattutto ho posto i miei dubbi in merito ad un articolo del regolamento, sul quale chiedevo se il mancato espletamento di alcuni servizi non effettuati o scarsamente resi ma comunque previsti, cosa avrebbe comportato ciò secondo l’assessore. In sostanza, noi paghiamo un servizio poi posto in essere soltanto a metà, mentre alcuni servizi che sono previsti non vengono espletati. Ho avuto modo di contare ben 35 punti sui quali ci sono forti dubbi. Eppure si continua a minimizzare e fare finta che tutto vada bene o tutto al più si fa la solita, inutile, dietrologia del “prima era così”, “abbiamo ereditato questo” e “cercheremo di fare quello”. Ma i fatti sono più ostinati delle parole e il servizio viene svolto in modo inadeguato”.
“Riguardo le tariffe sul servizio idrico integrato ho anche detto – e lo ribadisco – che i costi sono eccessivi”.
“Per quanto concerne l’Imu ho posto all’assessore la domanda del perché rispetto a due anno fa abbia previsto un aumento dal 10,6 per mille all’11,4 per mille. Ci viene detto che il Comune è “quasi” obbligato dal piano di riequilibrio finanziario e la giustificazione e’ che è l’Amministrazione sia “quasi costretta” ad adeguarsi all’applicazione della tariffa più alta, al massimo dell’aliquota, rimarcando inoltre che la Tasi e’ stata abolita. Io ho risposto che non esiste alcun obbligo di legge, menzionando l’art. 243 bis al comma 8 lettera A del Tuel, nel quale si dispone che “l’ente può deliberare le tariffe dei tributi locali nella misura massima consentita”. Quindi si può ma non si deve. Si tratta di una chiara scelta politica e ciò bisogna dirlo ai cittadini, senza rifugiarsi puntualmente nella “foglia di fico” del piano di riequilibrio”.


