TAORMINA – “Aspettiamo aprile del prossimo anno, forse è meglio che se ne parla a gennaio, vabbè prepariamoci da Natale in poi, anzi si parte da novembre”. Il balletto delle mille strategie (noiose e tutte prevedibili) per la campagna elettorale delle prossime Amministrative a Taormina stavolta pare destinato ad infrangersi con un’altra realtà. Le elezioni del 2023 promettono di sfuggire ai rituali paesani del solito volatone che viene lanciato all’ultimo chilometro delle legislatura.
La possibile o probabile uscita di scena del sindaco Mario Bolognari che sarebbe intenzionato a non ricandidarsi (mai dire mai sino a quando non ci sarà l’annuncio) sta accelerando le mosse dei pretendenti alla futura sindacatura e allora la carovana accelera. Tra poco si andrà al mare e al Teatro Antico ma dopo l’estate arriverà già il momento della resa dei conti e proprio il forfait di Bolognari promette di azzerare praticamente gli schieramenti in campo, come una slavina sugli equilibri odierni. Come in una partita in cui si ripartirà da zero.
Si va verso il rompete le righe nella maggioranza di governo, mentre il “liberi tutti” nell’opposizione, tra un tentativo e l’altro di tavoli poi naufragati, è già arrivato da tempo immemore. La prospettiva di una campagna elettorale senza la ricandidatura del sindaco in carica sta spingendo gli attori in campo ad affrettare il passo e a cercare di posizionarsi il più in fretta possibile perché ricordiamoci che in passato c’erano le coalizioni, si facevano cinque o sei liste e ognuno poteva ambire ad una fetta di torta giocando la propria partita personale nel giardino di casa propria e con un paio di adepti al seguito. Adesso, con il sistema elettorale già sperimentato nel 2018, si andrà al voto con una sola lista per candidatura e i posti in lista saranno pochi, per la maggior parte già blindati dalle prime linee della politica locale.
Qualcuno proverà a fare “ammuina” e allungare il brodo in vista delle elezioni regionali di novembre e di quel che poi verrà fuori dalle urne siciliane ma a Taormina gli appuntamenti elettorali come la Regionali non hanno mai prodotto sconvolgimenti né spostato niente di significativo, anche perché i partiti (o cosiddetti tali) e le segreterie politiche ormai contano come il due di briscola.
E’ anche vero che dal voto di novembre potrebbe persino uscire lo “spauracchio” di una candidatura a Taormina di Cateno De Luca se dovesse fallire l’assalto alla presidenza della Regione: resta un’ipotesi da non scartare ma al momento non ci sono segnali in questa direzione.
Il volatone per la prossima sindacatura è iniziato. Tra scatti e controscatti sarà quasi certamente un testa a testa dal sapore taorminese. Presto arriveranno i (veri) candidati a sindaco e vedremo se ci saranno sorprese.


