“Abbiamo una vera opportunità di grandezza in Medio Oriente. Tutti sono a bordo per qualcosa di speciale, per la prima volta in assoluto. Lo realizzeremo”. Così ha scritto su Truth nell’ultima domenica di settembre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che sembra prospettare uno scenario di pace sul conflitto che ha portato ad un genocidio a Gaza. Una mattanza civili che ha portato alla morte di tanti innocenti uomini e donne, bambini e anziani. Una strage che il primo ministro Netanyahu – nel suo show deprimente – ha avuto il coraggio di negare nel suo farneticante discorso all’assemblea generale delle Nazioni Unite.
Trump, riceverà nel pomeriggio di lunedì 29 settembre il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, alla Casa Bianca. Il Tycoon parla di “Grande opportunità in Medio Oriente”, aggiunge che “tutti sono d’accordo per la prima volta”, e ovviamente c’è da sperare che sia la volta buona affinché tacciano le armi. Ma c’è anche da fare gli scongiuri, perché sino a questo momento il presidente americano non ne ha indovinata una. Si era detto certo che in tempi brevi sarebbe finita la guerra in Ucraina, ha invitato Putin a un incontro che ha riabilitato lo Zar russo sulla scena internazionale e per tutta risposta il Capo del Cremlino non ha fermato l’invasione ed anzi ha intensificato l’azione militare, sino anche a cominciare a dare fastidio in Europa, giocando nei cieli della Polonia, poi della Danimarca e chissà di chi altro da qui a breve.
E adesso Trump, alleato di Netanyahu, profetizza la svolta in Medio Oriente, che pare uno scenario complicato, inverosimile ripensando al delirio di Netanyahu all’Onu e alle bugie aberranti che ha pronunciato Netanyahu non più tardi di qualche giorno fa.
Il primo ministro israeliano è stato capace di negare il genocidio a Gaza, ha sfidato il mondo che protesta per il massacro dei palestinesi e si è mostrato baldante e bulleggiante nel vantare i suoi presunti trionfi militari ed accanito nel negare che possa esserci spazio per la nascita dello Stato di Palestina. Netanyahu può essere un interlocutore di pace? Alla luce di quanto si è visto e di quello che di mostruoso ha compiuto, non esiste nessuna possibilità che Bibi possa rappresentare un costruttore di pace. Chi si è dimostrato un calpestatore dei diritti umani ha già firmato lo spazio che potrà avere nella storia e come sarà ricordato. Trump rischia la seconda cantonata sul Medio Oriente. Arriverà la svolta o sarà un altro bluff? Il dubbio è forte, quasi quanto una granitica certezza che si continua a scherzare con la vita delle persone. Donald Trump suona la campanella della pace, free gesti apotropaici.


